Sicurezza
«Disoccupati e ora anche esasperati»
Scalabrini (Cgil) duro sui disagi fuori dai centri per l’impiego: ecco i risultati della riforma della Fornero
PORTOFERRAIO. Centinaia di persone in fila, per iscriversi al centro per l’impiego. Ormai da giorni è la stessa storia. C’è chi si è presentato alle 3 di mattina, per esser sicuro di farcela.
Tutto questo per dare il via alle procedure per il sussidio di disoccupazione, in attesa di trovare di nuovo un lavoro che, in tempi di crisi, è sempre più difficile da reperire. Le scene di disagio, mai viste come quest’anno, sono attribuite in larga parte agli effetti della riforma Fornero. O almeno questo è quanto afferma il coordinatore elbano della Cgil Mauro Scalabrini.
«La riforma presenta un conto salato – spiega – da una parte ha introdotto norme più stringenti rendendo più complicato l’accesso al sussidio, lasciando diversi lavoratori a piedi, dall’altra ha complicato le procedure burocratiche, creando di fatto le scene che vediamo all’ingresso dei centri per l’impiego».
Partiamo proprio dai problemi burocratici e di organizzazione che hanno fatto in modo che centinaia di persone di tutte le età si siano trovati ammassati, in questi giorni, al centro per l’impiego per iscriversi e avviare le pratiche per la disoccupazione. Da quest'anno, infatti, per richiedere l'indennità di disoccupazione non bisognerà aspettare il gennaio 2014 come si faceva in precedenza. La domanda andrà presentata al massimo entro due mesi dalla perdita del posto di lavoro. Ma la Mini-Aspi decorre dal giorno successivo a quello in cui si presenta la domanda, per cui prima ci si muove e meglio è. È questo il motivo della corsa all’iscrizione al Centro per l’impiego, sebbene ci sia tempo di due mesi dalla perdita di lavoro per chiedere il sussidio. «La legge Fornero, da quest’anno, ha accumunato le procedure per l’indennità di disoccupazione regolare e la mini Aspi, concentrandole in un periodo di tempo più breve – spiega Scalabrini – Ciò che è accaduto, però, non è accettabile. Si obbliga il lavoratore a presentarsi al centro per l’impiego e a frequentare il seminario obbligatorio per non perdere l’indennità quando in cambio non si dà praticamente niente dal punto di vista delle offerte di lavoro. È normale che poi i lavoratori si sentano oggetto di vessazioni».
Il responsabile del sindacato attende i numeri della stagione appena conclusa per fare un bilancio sul lavoro all’Elba. «Non so dire se le persone in fila in questi giorni siano di più o di meno rispetto al 2012. Dobbiamo attendere dei dati certi per poter mettere a fuoco la situazione. Quel che è certo è che, con i vincoli introdotti dalla Fornero, ci sono lavoratori che non saranno in grado di ottenere la disoccupazione, l’unica fonte di reddito e contribuzione su cui contavano nei mesi invernali – spiega Scalabrini – un esempio? Per ottenere la disoccupazione ridotta, fino allo scorso anno, servivano 78 giorni di lavoro, ora servono 13 settimane, quindi qualcosa in più. Per la disoccupazione piena servono invece 6 mesi di lavoro. Ma con con la crisi e l’accorciamento della stagione non è detto che tutti i lavoratori stagionali siano stati in grado mettere insieme i giorni lavorativi necessari a prendere il sussidio. Così può capitare che chi accedeva alla disoccupazione piena, ora si debba accontentare della mini Aspi».
Per guidare gli utenti nelle richieste delle indennità di disoccupazione la sede Cgil in via della Fonderia ha ampliato gli orari di apertura al pubblico: da lunedì a venerdì dalle 8,30 alle 12,30 e da lunedì a giovedì dalle 15 alle 17.
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