Il Tirreno

Confindustria «Occorrono misure straordinarie»

«Il Polo siderurgico di Piombino, rappresenta uno degli asset della capacità produttiva industriale del Paese. La crisi costituisce un rischio che valica gli ambiti locali». A sostenerlo e la...

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«Il Polo siderurgico di Piombino, rappresenta uno degli asset della capacità produttiva industriale del Paese. La crisi costituisce un rischio che valica gli ambiti locali». A sostenerlo e la Confindustria Livorno, secondo la quale « la crisi sconta una lunga serie di carenze, a partire dalla mancanza di una politica nazionale della siderurgia, cui si sono sommati i contraccolpi dell’emergenza economica internazionale. Il mercato dell’acciaio è stato tra quelli più colpiti e ciò ha acuito la crisi della Lucchini». I danni secondo l’associazione sono incalcolabili. «La crisi e le incertezze sul futuro dello stabilimento che si protraggono da oltre quattro anni, stanno dissestando il sistema industriale che gravita intorno alla Lucchini, mettendo a repentaglio un patrimonio imprenditoriale e di maestranze con professionalità consolidate nel tempo». Le aziende dell’indotto – si ribadisce – sacrificando le proprie spettanze, sono state l’argine che ha retto la disperata situazione finanziaria, tanto da essere travolte dalla gestione commissariale che ne ha congelato i crediti». Ora il rischio di chiusura «è « una situazione di tale gravità richiede iniziative di carattere straordinario che, coinvolgendo tutte le componenti pubbliche e private, possano fronteggiare anzitutto la gravissima emorragia occupazionale che si sta profilando, individuando allo stesso tempo strategie per non disperdere un patrimonio industriale su cui si basa gran parte dell’economia dell’intera provincia».

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