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La società D’Alarcon chiude i battenti

La società D’Alarcon chiude i battenti

Gli addetti della partecipata del Comune di Porto Azzurro adesso sperano nell’intervento dei privati

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PORTO AZZURRO. Dal 30 settembre la società D’Alarcon, le cui quote sono detenute al 100% dal Comune di Porto Azzurro, ha sospeso la propria attività ed è ufficialmente in fase di scioglimento. I suoi lavoratori, 13 a tempo indeterminato più 4-5 a tempo determinato, sono in una sorta di limbo, in attesa dell’esito della privatizzazione della società che il Comune conta di completare nel giro di pochi giorni.

Lo scioglimento della società in house è determinata in base alle nuove disposizioni sulle società partecipate che impongono ai Comuni con popolazione inferiore ai 30mila abitanti la messa in liquidazione, attraverso la cessione delle quote a un privato. Una cessione che l’amministrazione comunale guidata da Simoni sta provando a completare in questi giorni. Il termine per la presentazione delle domande, almeno 7-8 aziende private avrebbero manifestato interesse, è stato prorogato al 17 ottobre (la data fissata precedentemente era il 26 settembre): con la gara il sindaco Simoni spera di poter cedere il 100% delle quote della società, che fino ad ora ha gestito per conto del Comune i parcheggi a pagamento, trasporto scolastico, bagni pubblici, verde pubblico e guardiania e gestione della palestra. Il valore stimato dell’appalto si attesta complessivamente su 1.553.175 euro; la cifra comprende 20.000 euro (il valore stimato della società) più 306.635 euro più Iva su base annua (il contratto sarà di cinque anni), relativi al valore stimato per i servizi attualmente gestiti.

In attesa dell’esito della cessione al privato della D’Alarcon il destino dei lavoratori sinora in forza alla società partecipata non è affatto delineato. Tredici lavoratori fissi, più 4-5 a tempo determinato legati a una società in fase di liquidazione e le cui attività sono già state gestite. «Stiamo facendo tutto quanto è possibile per salvaguardare questi posti di lavoro – fa sapere il sindaco di Porto Azzurro, Luca Simoni – i lavoratori stanno gestendo questa fase utilizzando ferie arretrate (cuelli che sempre ne dispongono ndr), valutiamo coi sindacati il ricorso ad ammortizzatori sociali. Il tutto in attesa della privatizzazione, il cui bando è stato costruito proprio assicurando il punteggio più alto possibile alle imprese che garantiranno il mantenimento dell’occupazione e il riassorbimento del personale della D’Alarcon». La speranza, quindi, è di poter superare questa fase delicata senza lasciare lavoratori sul campo, i prossimi giorni saranno decisivi per capire se ciò potrà avvenire.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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