Toscana
L’emozione marcia insieme ai ragazzi e chiede un futuro
In corteo molti studenti delle superiori e anche bambini Tra gli striscioni anche quelli di Taranto, Genova e Torino
PIOMBINO. Già così tanti in piazza Bovio quando dal palco affollato di ospiti sono partiti i primi saluti. Un’occhiata su viale del Popolo per vedere ancora scendere un fiume inarrestabile di persone colorate, al ritmo di inni e cori . Entusiasmo ed emozione perché ad entrare in piazza, per ultimi, sono stati gli studenti delle superiori con quello striscione “non c’è sconfitta nel cuore di chi lotta”. E sono partiti pure i post sui social network, per la voglia già di dire “io c’ero!”. Molti i bambini insieme ai genitori, armati di fischietti e bandiere che hanno contribuito a dare segno di grande partecipazione e dunque visibilità nonostante tutto, nonostante che la crisi economica investa ormai qualunque cosa. Calore e partecipazione, grazie a tutti quegli striscioni che venivano da altrove, portati in corteo da persone che avevano “saltato” il lavoro per essere qui, vicini agli operai, vicini alle famiglie degli operai. Attraverso un centro “chiuso” dalla maggior parte dei commercianti che, per solidarietà, hanno tenuto giù la saracinesca (polemiche per chi, invece, proprio chiuso non è stato).
E dunque insieme agli striscioni di Sinistra di Castagneto, Confesercenti e Confcommercio, Sol Piombino; da sempre più lontano, Fim-Cisl Ilva di Taranto, Fiom di Terni; ecco l’Ilva di Genova e Novi Ligure, Lucchini di Condove (vicino a Torino) e di Lecco, Nuovo Pignone di Firenze, la Funzione pubblica (i “colletti bianchi” della pubblica amminstrazione) da Livorno, Grosseto, Pisa. Che ti commuovi quasi solo a ripensarci pure a quando il 90% dei babbi dei compagni di scuola timbravano il cartellino ai tornelli dell’acciaieria. E viene voglia di sognare che, pur essendo alle soglie di un grande (davvero inevitabile?) disastro, una così partecipata, colorata, ordinata manifestazione – dove anche le forze dell’ordine che ci sono così “mescolate” agli operai da non sembrare poi distanti – possa davvero comportare un positivo cambio di rotta e un futuro per questa nostra storica fabbrica cittadina.
(c.c.)
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