Il Tirreno

L’urlo dei 10mila: «Piombino non deve chiudere»

di Stefano Taglione
L’urlo dei 10mila: «Piombino non deve chiudere»

Presenti i sindacati ai massimi livelli: «Qui non rischiamo la catastrofe solo per migliaia di persone , ma la catastrofe si allargherebbe alla provincia e all'intera Toscana»

LA CRONACA LO SCIOPERO MINUTO PER MINUTO

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PIOMBINO. 10mila manifestanti scesi in piazza che hanno marciato in un corteo lungo più di un chilometro e mezzo. Così Piombino ha detto no allo smantellamento delle acciaierie e alla chiusura dell'altoforno, annunciata dalla Lucchini per il 20 novembre. Alla presenza del governatore della Regione Toscana, Enrico Rossi, dei segretari delle tre maggiori sigle sindacali italiane - Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti - e di altre istituzioni locali, alle 9 gli operai degli stabilimenti siderurgici sono partiti da viale della Resistenza, subito fuori dalla sede della Lucchini, per dirigersi in piazza Bovio, lo scorcio forse più bello della città, a picco sul mare e con vista sull'Elba.

VIDEO I lavoratori tra rabbia e speranza

A Piombino è andato in scena lo sciopero generale indetto dai sindacati confederati, a cui hanno aderito tutte le categorie locali, commercianti e lavoratori pubblici compresi. I manifestanti hanno percorso Corso Italia e raggiunta piazza Verdi, la piazza centrale di Piombino, si sono divisi in due tronconi distinti: il primo è sceso per Corso Vittorio Emanuele e il secondo ha raggiunto piazza Bovio (dove poi i manifestanti si sono ritrovati) percorrendo via Giordano Bruno e viale del Popolo.

FOTO In 10mila a difesa del lavoro  / Striscioni e tamburi

Sotto il palco allestito per il comizio finale, il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi e il governatore della Toscana, Enrico Rossi, hanno ribadito la drammaticità della situazione piombinese se la fabbrica e il polo siderurgico non verranno salvati. Rossi ha rivolto una precisa richiesta al nuovo governo: di tenere subito fede all'impegno per il rilancio dell'economia e del lavoro (VIDEO). Per Raffaele Bonanni, segretario nazionale della Cisl, "bisogna sconfiggere la mentalità secondo cui produrre acciaio è incompatibile col futuro del Paese" (VIDEO). Dopo Bonanni ha preso la parola Luigi Angeletti, segretario della Uil: "Qui non rischiamo la catastrofe solo per migliaia di persone - ha detto - ma la catastrofe si allargherebbe alla provincia e all'intera Toscana". ll segretario generale della Cgil, Susanna Camusso (AUDIO): "Ci deve essere una vertenza nazionale per Piombino, noi non possiamo immaginarci di essere un paese senza una forte struttura industriale. Si vorrebbe chiudere l'unico stabilimento in grado di produrre le rotaie per l'alta velocità? Le risorse necessarie per non fermare l'altoforno, ci dicono i compagni delle acciaierie di Piombino, sono 36 milioni. Meno di quanto costerebbe la cassa integrazione. Il polo per lo smantellamento delle navi" di Piombino "va messo in coerenza con lo sviluppo siderurgico".

VIDEO Le dichiarazioni dei leader dei sindacati

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