Il Tirreno

Lucchini, la città contro la chiusura

di Giorgio Pasquinucci
Lucchini, la città contro la chiusura

Sciopero di zona e manifestazione con i segretari generali dei sindacati Camusso, Bonanni e Angeletti: 10.000 persone in corteo

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È la prima volta che i tre segretari nazionali dei sindacati, Camusso, Bonanni e Angeletti, partecipano insieme ad una manifestazione a Piombino. Già questo testimonia, come ha sottolineato il segretario di zona della Uil Vincenzo Renda, la gravità della situazione in cui si trova la Lucchini, fonte principale dell’economia del comprensorio. E oggi la Val di Cornia si ferma per lo sciopero generale, sanità e trasporti compresi, per difendere la sua industria. Intorno alle 9 il corteo si è mosso da largo Caduti sul lavoro per concludersi in piazza Bovio con l’intervento del presidente della Regione Rossi e dei tre segretari generali dei sindacati. Dal palco in piazza Bovio gli organizzatori annunciano la presenza di circa 10.000 persone al corteo. Sia il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi, che il governatore della Toscana, Enrico Rossi, hanno ribadito la drammaticità della situazione piombinese se la fabbrica e il polo siderurgico non verranno salvati. Rossi ha rivolto una precisa richiesta al nuovo Governo: di tenere subito fede all'impegno per il rilancio dell'economia e del lavoro. Per Raffaele Bonanni, segretario nazionale della Cisl, "bisogna sconfiggere la mentalità secondo cui produrre acciaio è incompatibile col futuro del Paese". Dopo Bonanni ha preso la parola Luigi Angeletti, segretario della Uil: "Qui non rischiamo la catastrofe solo  per migliaia di persone - ha detto - ma la catastrofe si allargherebbe alla provincia e all'intera Toscana". ll segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: "Ci deve essere una vertenza nazionale per Piombino, noi non possiamo immaginarci di essere un paese senza una forte struttura industriale. Si vorrebbe chiudere l'unico stabilimento in grado di produrre le rotaie per l'alta velocità? Le risorse necessarie per non fermare l'altoforno, ci dicono i compagni delle acciaierie di Piombino, sono 36 milioni. Meno di quanto costerebbe la cassa integrazione. Il polo per lo smantellamento delle navi" di Piombino "va messo in coerenza con lo sviluppo siderurgico"

FOTO In 600 a Roma per difendere la siderurgia (7 maggio 2013)

«Quattro lunghi anni di scioperi, manifestazioni e iniziative – ha sottolineato Renda durante la presentazione dell’iniziativa – ma anche di proposte». Il sindacato accetta la sfida dell’innovazione, un impianto Corex (che, esclusa la cokeria, permetterebbe il mantenimento dell’area a caldo) da affiancare ad un forno elettrico, ma con gli attuali impianti in funzione. Ed il cuore è l’altoforno, che l’azienda prevede di fermare, senza alcuna garanzia di ripartenza entro il 20 novembre, ma che i sindacati vogliono mantenere in vita fino a tutto il 2015. Il tempo necessario per mettere concretamente in campo nuovi progetti industriali.

VIDEO Piombino, corteo degli operai Lucchini (26 luglio 2013)

lucchini

Il tempo è l’elemento essenziale della partita che si sta giocando e che, secondo il segretario della Fiom Luciano Gabrielli non è affatto chiusa. «Lo stabilimento – sostiene – ha un margine industriale in pareggio e sarebbe irresponsabile fermarlo lasciando ricadere i costi sulla collettività.Il governo deve dare la possibilità al commissario, o con un prestito o attraverso un anticipo sugli ordini, di continuare la produzione».

STORIFY In marcia per salvare la Lucchini - Il diario del sindaco

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