Il dolore
L’ex asilo potrebbe finire all’asta
L’ipotesi è legata alle vicende della Cri, proprietaria dell’edificio
L’ex asilo di Populonia alta potrebbe finire all’asta. Il destino della struttura donata dalla famiglia Gasparri alla Croce rossa è legato alle trasformazioni previste nel futuro dell’associazione. Alle sue vicende nazionali è legato più di un aspetto. Che preoccupa i lavoratori - 4.300 in tutta Italia - e presenta contemporaneamente incognite sui servizi erogati, in tempi di pace e non, e sulla fine del patrimonio immobiliare. Tutto è appeso agli effetti incrociati di due leggi: quella sul pubblico impiego (Brunetta) e il decreto sul riordino della Cri, predisposto dal governo Monti all’interno del dossier sulla spending review. Dal primo gennaio prossimo, nascerà la nuova associazione, ridisegnata su parametri molto rigidi e secondo una logica privatistica. La Cri passerà da ente pubblico a soggetto di diritto privato.
In questo quadro è possibile che tra i primi compiti del presidente, (nel caso in cui i tempi consentano elezioni) o dle soggetto che traghetterà la Cri verso il nuovo assetto (termine, primo gennaio 2015) ci sia la dismissione degli immobili per ripianare il buco nei conti. Ed è in questo scenario che anche l’ex asilo potrebbe finire all’asta.
Si parla, decisamente, di un bene di pregio, a cui gli strumenti urbanistici comunali hanno già attribuito un valore aggiunto: la nuova destinazione d’uso. Quella di albergo.
Sul futuro dell’immobile aleggia anche un’altra possibilità. La realizzazione di una struttura sociosanitaria affidata alla Croce rossa in un luogo del comprensorio non ancora meglio identificato. In cambio dei costi per costruirlo, la famiglia Gasparri, proprietaria di buona parte del borgo, rientrerebbe in possesso dell’ex asilo per trasformarlo in hotel. In questo modo i vincoli contenuti nel lascito potrebbero essere superati: da un lato l’atto prevede una destinazione al servizio dell’infanzia e dall’altro, in caso di vendita, che gli eredi della famiglia donatrice possano rientrare in possesso del bene. Un accordo in tal senso potrebbe rappresentare la risposta adatta, saltando l’ipotesi dell’asta.
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