Lutto
«Addio Ciccio», il paese saluta il suo eroe
Una folla commossa al campo sportivo per il funerale di Daniele Cecchini, stroncato a 17 anni dalla leucemia
PORTO AZZURRO. Un abbraccio enorme, commovente. L’ultima dimostrazione di affetto che tutta Porto Azzurro ha voluto dare a Daniele Cecchini, il ragazzo di 17 anni che domenica è morto, stroncato dalla leucemia contro cui ha lottato per tre anni. Quasi 2mila persone si sono riunite al campo sportivo per dare l’ultimo saluto a “Ciccio”, così veniva chiamato Daniele dagli amici più cari: una festa più che un funerale, come voleva il ragazzo che, fino agli ultimi istanti della sua vita, ha preferito alle lacrime e alla rassegnazione il coraggio di un sorriso.
Porto Azzurro ha vissuto con un trasporto unico il dolore che si è abbattuto sulla famiglia Cecchini: nelle strade del paese, nel primo pomeriggio, si vive un’atmosfera unica, come surreale. In giro non c’è nessuno, i negozi sono chiusi come chiesto dall’amministrazione comunale che ha proclamato il lutto cittadino. Una lunga fila di persone, pochi minuti prima delle 16, si muove verso il campo sportivo, dove Daniele si divertiva a giocare a pallone. Faceva il portiere fino a quando la malattia glielo ha impedito. Intorno al terreno di gioco tanti striscioni scritti con il cuore dagli amici, poi le foto di Daniele in campo, con gli amici e sempre, immancabile, con la faccia sorridente. Tantissima gente invade il campo stringendosi attorno ai familiari di Daniele, raccolti intorno al feretro del ragazzo e sotto il piccolo palco allestito sul terreno di gioco. A turno i compagni di squadra di tutte le età, compagni di scuola, amici e parenti salgono sul palco. Ognuno con gli occhi gonfi dal pianto e la voce spezzata per leggere un pensiero, cantare una canzone scherzosa, un brano di Ligabue; tutto ciò che piaceva a Daniele. Fino a quando un amico sale sul palco per suonare una musica struggente: «Mancano le parole, avrei dovuto scriverle con lui». Ora gli applausi si mischiano alle lacrime, in un’atmosfera emozionante. Sulle note di “Volare” di Modugno i palloncini bianchi si alzano nel cielo, portandosi dietro una foto del ragazzo, col sorriso stampato sul volto. Il sindaco Simoni sale sul palco visibilmente emozionato assieme agli assessori della sua giunta: «Faremo il possibile per intitolare il campo sportivo a Daniele – dice con la voce rotta – ogni volta che si giocherà a pallone ci sarà anche lui».
La messa e poi il corteo verso il cimitero sono il momento finale di una giornata particolare per il paese. «Vorrei far salire tutti gli amici di Daniele a dire la messa – dice il parroco che celebra la funzione religiosa – il bene che avete voluto a questo ragazzo è unico». Partono gli applausi scroscianti, triste epilogo di una vita spezzata troppo presto, che ha ferito in modo pesante i cittadini di Porto Azzurro. In tanti seguono con lo sguardo i palloncini bianchi, leggeri verso il cielo: «Addio Ciccio – si legge in uno striscione – insegna agli angeli come si parano i rigori».
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