Sicurezza
La città si stringe attorno alla lotta degli operai
Unanime adesione nei consigli comunali alla manifestazione per la siderurgia Davanti ai negozi compaiono striscioni: «Piombino non deve chiudere»
PIOMBINO. «Piombino non deve chiudere». Lo slogan che caratterizzerà la manifestazione di giovedì con i segretari generali della Cgil Camusso, delle Cisl Bonanni e della Uil Angeletti sta rimbalzando negli striscioni appesi davanti ai negozi e ad alcune finestre delle strade che saranno attraversate dal corteo. Cresce la consapevolezza del dramma di fronte al quale la città ed il comprensorio si potrebbero trovare davanti già dal 20 novembre con la fermata, senza prospettive certe di riavvio dell’altoforno.
Ieri delegazioni delle Rsu Lucchini sono state accolte nei consigli comunali di Piombino e di Campiglia, dove ancora una volta è stata esposta la grave situazione in cui si trova il centro siderurgico.
A Piombino erano presenti i tre coordinatori delle Rsu Lami, Cardellini e Fusco. Il consiglio comunale all’unanimità ha approvato un ordine del giorno che si conclude con l’adesione ufficiale alla manifestazione di giovedì. «Senza alcun provvedimento di urgenza – si afferma nel documento – con la fermata dell’altoforno e la sua sostanziale chiusura, circa 4.000 lavoratori, tra diretti e indiretti, che orbitano attorno alla Lucchini resteranno senza lavoro nel giro di pochi mesi».
«Le ricadute sul territorio, partendo da Piombino fino a comprendere i comuni delle Val di Cornia e quelli limitrofi – si aggiunge – sarebbero disastrose, sia dal punto di vista economico che sociale e comporterebbero gravissime conseguenze anche alle altre strutture industriali, come la Magona, la Dalmine e la Sol».
Piena adesione, dunque, delle forze politiche alle preoccupazioni e alla iniziative dei sindacati, che ha trovato eco nel Consiglio di Campiglia, dove è stato riaffermato che l’evenienza della fermata dall’altoforno deve essere scongiura per puntare a una siderurgia rinnovata e risana.
Adesione alla manifestazione viene anche dalle associazioni di Categorie (Cna, Confesercenti e Confcommercio) che invitano tutte le imprese di Piombino e del comprensorio a partecipare al corteo. «L’epilogo della nostra fabbrica – sottolineano – sembra essere ormai segnato dalla chiusura dell’altoforno, con ripercussioni drammatiche sull’economia e sull’occupazione. Qualunque attività in Val di Cornia sarà inevitabilmente condizionata in tutto in parte dagli scenari futuri del polo siderurgico».
«Non possiamo accettare – ribadiscono le associazioni la fine di una vocazione industriale che è parte integrante del bagaglio culturale ed economico di questo territorio. Vogliamo che si torni a investire sul lavoro a partire dalla nostra fabbrica che, se rinnovata, può avere ancora un futuro».
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