Il Tirreno

SALUTE

Dialisi, solo il 10% la esegue a casa

PIOMBINO. Solo il dieci per cento dei tremila pazienti toscani che si sottopongono periodicamente alla dialisi renale la esegue a casa propria. Una percentuale ingiustificabile se si pensa all’identi...

1 MINUTI DI LETTURA





PIOMBINO. Solo il dieci per cento dei tremila pazienti toscani che si sottopongono periodicamente alla dialisi renale la esegue a casa propria. Una percentuale ingiustificabile se si pensa all’identica efficacia ed alla medesima sicurezza di quelle effettuabili in ospedale, accanto ovviamente alla praticità per la persona e della sua famiglia. È una critica chiara ed al contempo costruttiva, quella che ha rivolto la Sin (società italiana di nefrologia) al congresso nazionale svoltosi a Firenze, perché davanti ad una fitta rete di sedi disponibili per quei trattamenti sull’intero territorio del nostro paese, c’è una cattiva percezione della cura domiciliare in alcuni medici e pazienti. Oltre a ciò, esisterebbe, sempre secondo il parere espresso dalla Sin, un problema di remuneratività delle tariffe per le strutture sanitarie. Il problema in sostanza appare evidente: politiche dunque di sistema, problematiche sociali ed impreparazione culturale frenano, non di poco, la possibile diffusione di tale pratica.

La dialisi a casa è chiamata anche peritoneale, perché utilizza come filtro per depurare il sangue, anziché il macchinario ospedaliero, il peritoneo della persona ovvero quella membrana anatomica che riveste la cavità addominale, dove viene immesso l’apposito liquido depurante. Quindi è una tecnica che si può attivare 24 ore su 24 e senza l’utilizzo di aghi. Il materiale filtrato viene poi espulso attraverso un catetere precedentemente impiantato nell’addome del paziente.

Gian Ugo Berti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa