Il Tirreno

«Sull’ospedale troppe false promesse»

«Sull’ospedale troppe false promesse»

Il sindacato autonomo Fials dichiara lo stato di agitazione: dopo l’accordo di novembre i servizi sanitari sono peggiorati

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PORTOFERRAIO. Il sindacato autonomo Fials dichiara lo stato di agitazione del personale dell’ospedale elbano. La decisione è maturata nel corso di un’assemblea che si è tenuta venerdì a Portoferraio: «Ci attiveremo – fa sapere il segretario provinciale Massimo Ferrucci – con le forze politiche e istituzionali per rappresentare la situazione della sanità all’Elba, perché è ormai insopportabile assistere alle sceneggiate di alcuni personaggi che continuano a fare promesse mentre i diritti dei lavoratori e dei cittadini non sono rispettati». Il giudizio del segretario provinciale Ferrucci è durissimo ed è maturato in seguito ad un’analisi dettagliata dei servizi sanitari erogati sul territorio elbano. «La sanità elbana è da tempo dentro il processo di ristrutturazione avviato dalla Regione e definito dalla delibera regionale n.1235/2012. Tale atto condiviso dalle forze di maggioranza che governano la Regione e da Cgil Cisl Uil determinerà concentrazioni di servizi nelle aziende universitarie ospedaliere, riducendo ai minimi termini i servizi dei presidi ospedalieri periferici, come l’Elba».

Ferrucci crede che, nonostante l’accordo dello scorso novembre tra i sindaci e la Regione, il livello delle prestazioni fornite sia peggiorato. «Gli aspetti strutturali più rilevanti ad iniziare dalla attivazione dell’ascensore per gli invalidi, ormai fermo da un anno, non sono stati risolti e le promesse di doppi ascensori fatte dall’assessore Marroni sono parole al vento – attacca Ferrucci – gli accorpamenti di più unità operative e servizi disomogenei attuata nel presidio ospedaliero elbano(chirurgia e ortopedia, sala gessi con poliambulatori , carcere e assistenza domiciliare) e nelle attività territoriali per quanto concerne il personale all’assistenza (infermieri ed o.s.s)., ha determinato una riduzione del numero degli operatori ed una mortificazione del loro ruolo professionale. È inaccettabile il ruolo dell’operatore tuttologo quando esistono dipendenti in possesso di specializzazioni e attestati di corsi professionali. Per il Fials è da rigettare la scelta del modello per intensità di cura ormai superato in varie parti del mondo voluto dalla Asl 6 e da Cgil, Cisl e Uil e applicato con effetti devastanti. Occorre tornare ad una autonomia delle unità operative per dare un senso ad esempio all’aumento dei medici ortopedici in un’ottica di incremento delle attività».

Fials chiede alla direzione aziendale di riesaminare gli assetti organizzativi «eliminando – propone Ferrucci – assurde commistioni ed aumentando il numero degli operatori del comparto. Non possono esser svolti servizi con la presenza di un solo operatore ed in tal senso è significativa la situazione della sala gessi, o avere operatori impegnati in due servizi contemporaneamente suscettibili di trovarsi esposti a rischi e responsabilità. La presenza di procedure irrazionali all’interno del presidio ospedaliero che impongono in caso di necessità di spostare gli operatori da una area ad un’altra area (per esempio dalla chirurgia al dipartimento materno infantile senza avere sottoposto ad alcuna formazione il personale sono costituiscono un rischio».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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