Il dolore
Fusione, il caso di Figline Incisa
Il sindaco Nocentini: «C’era paura, ma le identità si sono rafforzate»
SUVERETO. Il sindaco di Figline Valdarno coinvolto nel dibattito sulla fusione Suvereto Campiglia. Questo perché proprio la sua esperienza racconta della prima importante fusione di comuni della Toscana, che ha fatto da apripista: Figline Valdarno e Incisa Valdarno dal 1 gennaio 2014 diventeranno un comune solo, Figline Incisa.
Il referendum tra i cittadini, svoltosi lo scorso 22 aprile, ha detto sì, con una maggioranza di circa il 70 % alla fusione tra Figline (17mila abitanti) e Incisa (7mila). Il giovane sindaco di Figline, Riccardo Nocentini, invitato dalle due amministrazioni di Campiglia e Suvereto e dal Comitato del Sì, è venuto al Ghibellino a raccontare.
«All'inizio la proposta non è stata accolta con entusiasmo dalle due comunità – ha detto Nocentini – soprattutto da quella di Incisa, comune più piccolo. I timori erano molti: diventeremo una frazione dei Figline, ci cancelleranno i servizi, perderemo l'identità. Poi abbiamo spiegato, con pazienza, ogni giorno che due comuni, paralizzati dalla mancanza di risorse, avrebbero costituito un solo comune più grande, capace di pesare di più nelle scelte della Regione e delle Province, o in quello che le sostituirà, e avremmo usufruito di incentivi e premi che avrebbero davvero cambiato in meglio la situazione. Questo – ha spiegato – senza cancellare nessuna identità, anzi rafforzandola con nuove risorse alla cultura e alle associazioni, assicurando ad ogni comunità rappresentanza, mantenendo i municipi esistenti e garantendo la rappresantanza democratica di ogni gruppo».
« A questo proposito – ha aggiunto Nocentini – voglio dire a chi teme che nel nuovo comune Suvereto non sarà rappresentata: la rappresentanza democratica non è una questione di quantità di rappresentanti, ma di qualità e di quanto riescono a fare per la comunità».
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