La manifestazione
Cartelli vecchi e degradati, il caos è nell’area portuale
Il turista che sbarca a Portoferraio fa i conti con una segnaletica non adeguata tra pali arrugginiti, indicazioni coperte e frecce piegate dagli anni
PORTOFERRAIO. Non si può certo dire che manchi la varietà. Un turista appena sbarcato all’Elba si può sbizzarrire con cartelli stradali di ogni tipo, da quello arrugginito, a quello nascosto dalle piante, fino all’indicazione piegata dal tempo e da qualche colpo di troppo. Un giungla di cartelli che, soprattutto nella zona portuale, non dà una bella immagine e non sembra avere un criterio univoco, finendo per confondere le idee al turista che cerca di orientarsi tra i luoghi e i vari servizi offerti dalla città.
La segnaletica in degrado contribuisce, assieme ad altre pecche storiche come i rifiuti nel parcheggio dell’ex Residence, i marciapiedi dissestati e lo stato di alcuni palazzi storici, a dare un impatto non certo piacevole alle persone appena sbarcate sul porto. Non è un caso che il sindaco Peria abbia più volte rimarcato la necessità, lavorando peraltro a progetti specifici assieme all’Autorità portuale, di rilanciare questa zona della città, che necessita di essere risollevata. Ma se le direzioni politiche sono ormai chiare e ben definite, non si può dire lo stesso di quelle indicate dai cartelli, in larga parte sofferenti e precari, che campeggiano nella zona portuale e in parte del centro urbano.
Nella zona del porto la confusione è molta e le indicazioni sono poche. Viale Elba è una specie di cimitero dei vecchi cartelli stradali: si trovano un divieto d’accesso sostenuto su un palo appoggiato a terra, alto poco più di un metro, diversi pali arrugginiti privi ormai di cartello, cartelli piegati che finiscono per confondere l’automobilista che, alla guida, non ha molto tempo per pensare a dove andare. E se la “salute” della cartellonistica migliora uscendo dalla città - con cartelli non certo intuitivi ma almeno meno datati - non si può dire lo stesso in altre zone del centro.
In ogni parte della città si può trovare almeno un cartello maldestro: a Carpani lo stop viene coperto in buona parte da una pianta che spunta dal lato della carreggiata. Poi ci sono i cartelli che comunicano a tutti, tranne che agli automobilisti: tra questi il divieto di sosta puntato verso il giardino delle Ghiaie e lo stop girato con le spalle alla strada in via Cimiteri. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti. Ma questa varietà non viene presa come un vantaggio da nessuno, almeno a sentire le tante segnalazioni che ci arrivano.
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