Il Tirreno

Cartelli vecchi e degradati, il caos è nell’area portuale

di Luca Centini
Cartelli vecchi e degradati, il caos è nell’area portuale

Il turista che sbarca a Portoferraio fa i conti con una segnaletica non adeguata tra pali arrugginiti, indicazioni coperte e frecce piegate dagli anni

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PORTOFERRAIO. Non si può certo dire che manchi la varietà. Un turista appena sbarcato all’Elba si può sbizzarrire con cartelli stradali di ogni tipo, da quello arrugginito, a quello nascosto dalle piante, fino all’indicazione piegata dal tempo e da qualche colpo di troppo. Un giungla di cartelli che, soprattutto nella zona portuale, non dà una bella immagine e non sembra avere un criterio univoco, finendo per confondere le idee al turista che cerca di orientarsi tra i luoghi e i vari servizi offerti dalla città.

La segnaletica in degrado contribuisce, assieme ad altre pecche storiche come i rifiuti nel parcheggio dell’ex Residence, i marciapiedi dissestati e lo stato di alcuni palazzi storici, a dare un impatto non certo piacevole alle persone appena sbarcate sul porto. Non è un caso che il sindaco Peria abbia più volte rimarcato la necessità, lavorando peraltro a progetti specifici assieme all’Autorità portuale, di rilanciare questa zona della città, che necessita di essere risollevata. Ma se le direzioni politiche sono ormai chiare e ben definite, non si può dire lo stesso di quelle indicate dai cartelli, in larga parte sofferenti e precari, che campeggiano nella zona portuale e in parte del centro urbano.

Nella zona del porto la confusione è molta e le indicazioni sono poche. Viale Elba è una specie di cimitero dei vecchi cartelli stradali: si trovano un divieto d’accesso sostenuto su un palo appoggiato a terra, alto poco più di un metro, diversi pali arrugginiti privi ormai di cartello, cartelli piegati che finiscono per confondere l’automobilista che, alla guida, non ha molto tempo per pensare a dove andare. E se la “salute” della cartellonistica migliora uscendo dalla città - con cartelli non certo intuitivi ma almeno meno datati - non si può dire lo stesso in altre zone del centro.

In ogni parte della città si può trovare almeno un cartello maldestro: a Carpani lo stop viene coperto in buona parte da una pianta che spunta dal lato della carreggiata. Poi ci sono i cartelli che comunicano a tutti, tranne che agli automobilisti: tra questi il divieto di sosta puntato verso il giardino delle Ghiaie e lo stop girato con le spalle alla strada in via Cimiteri. Insomma, ce n’è davvero per tutti i gusti. Ma questa varietà non viene presa come un vantaggio da nessuno, almeno a sentire le tante segnalazioni che ci arrivano.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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