Attenzione
Rapace ucciso a fucilate. «Ora basta bracconaggio»
Il Comitato Wwf Val di Cornia sollecita l’aiuto di cacciatori e cittadini dopo i ripetuti casi di abbattimento
Primo abbattimento ufficiale di uno sparviero in Val di Cornia. Ennesimo reato di bracconaggio, oltre che atto di inciviltà. Colpito lunedì scorso, in località Banditelle (Campiglia Marittima). Su segnalazione di un abitante della zona, i volontari del Comitato Wwf Val di Cornia hanno recuperato il rapace: «Presentava ferite da arma da fuoco – raccontano – confermate poi dai veterinari del C.R.U.M.A. Lipu di Livorno, sul fianco e sull'ala destra. Purtroppo l'animale è deceduto il giorno successivo».
«Memori di quanto è accaduto l'autunno scorso, quando furono abbattuti tre rapaci sul promontorio di Piombino – sottolineano al Comitato – chiediamo fermamente un innalzamento del livello di guardia sui controlli da parte delle autorità». Impossibile per il Comitato Wwf non ricordare quanto è successo proprio un anno fa, quando vennero uccisi i due ibis eremita del progetto austriaco Waldrappteam, che hanno portato alla ribalta, e in senso negativo, il nostro territorio. Tra l’altro dei tre ibis sparati durante la migrazione verso l'area di svernamento nell'Oasi Wwf laguna di Orbetello, solo Domino ( ferito a Cecina) riuscì a cavarsela.
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