Sicurezza
«Lucchini, il governo assicuri il lavoro»
Secondo i sindacati lo stabilimento può ritrovare un equilibrio economico salvando l’altoforno almeno fino al 2015
PIOMBINO. Generale apprezzamento per l’appello che il sindaco Gianni Anselmi ha rivolto al governo per una soluzione positiva della vicenda Lucchini e, più in generale per il rilancio dell’area industriale. A sostegno delle richieste del primo cittadino intervengono a ruota i tre segretari di Fim, Fiom e Uil, (Fagioli, Gabrielli e Renda), che insistono in modo particolare sulla necessità che il governo assicuri il lavoro necessario alla stabilimento e si eviti così la fermata dell’altoforno annunciata dall’azienda per fine novembre. «A parere anche di molti tecnici – sostiene Luciano Gabrielli – lo stabilimento è in grado di trovare un suo equilibrio economico. Il governo deve garantire le risorse finanziarie per garantire la continuità del lavoro. Del resto la cassa integrazione costerebbe 40-45 milioni all’anno che invece è meglio investire per consentire l’acquisto delle materie prime necessarie a tenere in marcia l’altoforno».
E anche Vincenzo Renda sottolinea che la Cig, al di là dei problemi sociali che si determinerebbero, costerebbe alla collettività molto di più che mandare avanti la fabbrica. «La chiusura dell’area a caldo – sottolinea – provocherebbe la fuoriuscita di mille lavoratori diretti, almeno 2.500 considerando anche l’indotto».
«Il governo deve fare la propria parte – incalza Fausto Fagioli – a cominciare dalla ricerca dei finanziamenti europei necessari alla realizzazione dell’impianto Corex che la Siemens si è dichiarata interessata a realizzare a Piombino».
«L’appello del sindaco Anselmi – afferma anche l’assessore alle attività produttive del Comune di Campiglia Paolo Pedroni – non solo è pienamente condivisibile, ma evidenzia senza alcuna drammatizzazione, una situazione che rischia di diventare una tragedia sociale di enormi proporzioni. Nel piano industriale Lucchini si prospettano alcune soluzioni che però non garantiscono continuità produttiva ed attuali livelli occupazionali. Il forno elettrico da solonon è assolutamente risolutivo, dimezzerebbe gli occupati diretti ed indiretti. Credo che sia una prospettiva da respingere con forza anche perché non garantirebbe la gamma produttiva dello stabilimento».
«Un progetto che invece è molto interessante prosegue Pedroni – è quello di un un sistema combinato forno elettrico e Corex. Doppiamente valido sia per la produzione in qualità e quantità, sia per l’impatto ambientale che vedrebbe il superamento della cokeria e dell’altoforno».
«Sarebbe una grande risposta in termini di innovazione tecnologica. Se questa è la strada – conclude – tutto però va realizzato con lo stabilimento in marcia, quindi mantenendo l’altoforno acceso perché chi esce dal mercato siderurgico difficilmente ci rientra».
A sostegno dello sciopero generale di zona e della manifestazione del 3 ottobre intervengono intanto i rappresentanti della Fim e della Uilm nelle Rsu di Dalmine e Magona. «È necessaria una svolta alla lunga e drammatica vertenza che il sindacato porta avanti da troppo tempo. Sosteniamo con fermezza – sostengono che l'altoforno della Lucchini debba marciare fino alla scadenza naturale, e cioè al minimo fino al 31 dicembre 2015».
«Per la Dalmine, pur essendo l'azienda che nel contesto attuale desta meno preoccupazione, bisogna comunque fare presto : il percorso che prevede la realizzazione del polo logistico, delle infrastrutture comprese quelle ferroviarie, nonchè i necessari adeguamenti al potenziamento delle banchine portuali, va realizzato quanto prima» sostengono i delegati Fim e Uilm.
«La Magona invece preoccupa. Dobbiamo cominciare a parlare di investimenti per essere più competitivi e trovare nuovi spazi di mercato, soprattutto estero, come ad esempio quello nordafricano. Cosa che ad oggi non è possibile perché Magona è ostaggio della logica di Mittal che impone prezzi e strategie non competitivi per il mercato italiano».
I delegati concludono invitando tutti i cittadini a partecipare alla manifestazione di giovedì prossimo.
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