Il Tirreno

Verso una soluzione per l’Italian Food

Verso una soluzione per l’Italian Food

Vertice con l’assessore regionale Salvadori per un accordo che faccia riprendere la produzione

2 MINUTI DI LETTURA





VENTURINA. S’intravede una via d’uscita per la vicenda Italian Food, il pomodorificio venturinese che domenica ha chiuso i battenti. Uno stop probabilmente momentaneo in attesa che si sblocchi la questione del prezzo e delle quantità di pomodori necessari per completare la campagna di trasformazione.

Le speculazioni sul prezzo dei pomodori, arrivati a 120 euro alla tonnellata dai 100 di partenza, denunciate dall’amministratore delegato dell’Italian Food, Pasquale Petti, così come le incertezze sull’approvigionamento di pomodori da lavorare nello stabilimento venturinese sono stati al centro di una riunione fra le rappresentanze sindacali dei lavoratori,della direzione Italian Food e dei produttori agricoli, ha aperto la strada a un “gentlemen agreement” (patto fra gentiluomini) per proseguire la lavorazione e per porre le basi per accordi che creino situazioni di stabilità e certezza nel futuro. A rappresentare le istituzioni c'erano l'assessore regionale all'agricoltura Gianni Salvadori, e quello del Comune di Campiglia, Paolo Pedroni e un rappresentante della Provincia di Livorno.

«Le istituzioni – dicono gli assessori – si sono adoperate per favorire un accordo in modo che la lavorazione possa continuare nella campagna in corso e per far sì che le prossime annate vengano avviate nelle condizioni di maggiore certezza possibile con accordi programmati per la fornitura del prodotto. Soltanto in questo modo potrà essere evitato il ripetersi di situazioni di crisi, dovute, di volta in volta, alla carenza o all'eccesso di prodotto, alla rese più o meno elevate e in generale a tutte le evenienze dovute alla stagione. Da parte delle istituzioni – rimarcano gli assessori – non sono stati indicati i prezzi di acquisto dei pomodori, perché questi devono essere di competenza delle parti. Dalla riunione è uscito invece – sottolineano – un accordo di massima, un “gentlemen agreement”, che ci auguriamo sia la base per far riprendere la lavorazione a Venturina, senza ripercussioni sui lavoratori, e perchè siano poste le basi per una situazione meno aleatoria negli anni a venire».

Cauto, al momento, il commento di Pasquale Petti. «Purtroppo parlare già di “gentlemen agreement” a seguito dell’incontro di ieri mi sembra un po’ prematuro perché non si è ancora definita quale sarà la linea da seguire per riprendere la produzione. È comunque la strada giusta e se troveremo un accordo solido con i produttori riprenderemo la produzione da giovedì».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web