Il Tirreno

Scogliera imbrattata dai vandali

di Luigi Cignoni

Messaggi d’amore e scritte razziste con lo spray rosso deturpano la spiaggia di Capobianco

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PORTOFERRAIO. Deturpata dai vandali la scogliera di Capobianco. E’ il ricordo che lascia quest’estate che vuole essere indimenticabile a tutti gli effetti. E un po’ ci è riuscita. E’ la prima volta, infatti, che assistiamo a fenomeni del genere. Non era mai accaduto in passato che venissero danneggiati angoli di costa isolani fra i più belli e, allo stesso tempo, anche fra i più fotografati. Appunto com’è la bianca scogliera di Capobianco, quella, tanto per intenderci, presente in ogni fotografia che ritrae la spiaggia delle Ghiaie e che per la sua stessa particolarità di essere bianca è diventata l’emblema, se non il biglietto da visita del principale paese dell’Elba, Portoferraio.

Una mano anonima (anche se le iniziali sono state apposte a ogni messaggio scritto) ha segnato dediche d'amore, messaggi e, purtroppo, anche scritte razziste con una bomboletta spray di color rosso. I bagnanti che, sfruttando la bella domenica di settembre, hanno voluto trascorrere una giornata di mare, sono rimasti sorpresi.

I vandali non si sono limitati solo a una semplice scritta, ma lo sfregio ha interessato altre parti della costa di Capobianco, finendo per estendersi per un lungo tratto. Una bravata, compiuta forse da ragazzini che hanno voluto mandare un messaggio d’amore, forse il primo. Ma questo non può giustificare un gesto pesante nei confronti dell’ambiente, in uno dei luoghi turistici più frequentati di Portoferraio.

Ma le scritte non resteranno sugli scogli a lungo. «La prima cosa che intenderemo fare – dice Carlo Rizzoli, assessore al decoro urbano del Comune di Portoferraio – è cancellare le scritte e i cuoricini con iscritto dentro le iniziali dei loro nomi e tutte le altre scritte sugli scogli».A segnalare l’atto vandalico per primo è stato Franco Cambi, sul profilo Facebook del gruppo Aithale. «È difficile far fronte a un tale fenomeno vandalico – continua Carlo Rizzoli – è una questione di educazione. È probabile che chi ha compiuto questo gesto non abbia compreso a fondo gli insegnamenti che danno i due più classici istituti preposti all’educazione civica dei futuri cittadini, la scuola e la famiglia. Abbiamo voglia di andare a cancellare quando hanno fatto questi ragazzi, ma se a monte non esiste un’educazione che li abbia formati il nostro gesto non servirà a molto. Purtroppo vediamo lo stesso spettacolo quasi ogni domenica mattina, dopo la notte brava del sabato sera. Nei nostri giardini troviamo mucchi di rifiuti e bottiglie di birra vuote e lasciate a giro».

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