Sicurezza
«Fuori dalla Magona per discriminazione»
La protesta di un giovane iscritto al sindacato autonomo non confermato dopo 5 anni da interinale
PIOMBINO. Lavoro precario, vita precaria. Da anni. Per tanti ragazzi è così. In questo caso, ad una condizione fin troppo comune, si aggiunge quella che un giovane ex operaio della Magona definisce discriminazione. Legata, a suo giudizio, a due motivi. La tessera del sindacato di base Slai Cobas in tasca e la vertenza aperta nei confronti dell’azienda per chiedere il rispetto di quello che ritiene essere stato un suo diritto violato: dopo 5 anni da interinale e l’assunzione per due anni, niente conferma a tempo indenterminato.
«Eppure - racconta - la legge Fornero dice chiaramente che dopo 36 contratti da interinale nella medesima azienda, deve esserci il passaggio definitivo. Io, di quei contratti ne ho firmati quasi 60. Ne avevo diritto. Invece, mi hanno fatto passare forzatamente alla ditta Bertocci che mi ha assunto di nuovo a tempo determinato, con un contratto di 11 mesi e inquadrato al secondo livello invece del quarto, che avevo raggiunto in Magona. Tutto con il placet dei sindacati confederali»
«Oltre al danno, la beffa. Al mio posto - prosegue - sono entrate persone in Magona da poco più di due anni. In tutto il periodo dei miei 7 anni lì, sono stato pienamente collaborativo. Non avevo la minima possibilità di dire no all’azienda perchè avrei compromesso il rinnovo dei singoli contratti che ho avuto. Ho vissuto 7 anni di ricatti e soprusi, sempre disponibile e reperibile»
Il giovane operaio ritiene ancora più grave «il mancato rispetto della legge avallato da Fim, Fiom e Uilm che hanno permesso fossi svenduto - dice - ad una ditta rigettandomi nel precariato in cui, con la legge Fornero, non avrei dovuto stare. I sindacati, poco prima che succedesse, sono spariti. Ho parlato con Claudio Valacchi della Fiom secondo il quale l’Ad Mourange non giustifica la mia presenza al lavoro, quando la Magona ha 530 lavoratori di cui quasi 200 impiegati. Per 7 anni ho fatto il gruista, so guidare tutti i mezzi presenti in fabbrica: perchè devo andarmene io e non qualche impiegato? Al termine del contratto con Bertocci, sono stato praticamente l’unico ad essere tagliato fuori».
«Il giorno dopo la comunicazione della vertenza, guarda caso, sono stato messo tra gli esuberi nel reparto movimentazione dove lavoravo per la Bertocci, per poi essere messo in cassa integrazione. Cosa devo sospettare»?, domanda il giovane. «Eppure, anche nel sindacato, - chiude - c’è chi contro il precariato c’ha improntato la campagna elettorale. C’è bisogno di sindacalisti. Ma di quelli veri, che mettano al centro gli interessi dei lavoratori e non dell’azienda».
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