Il Tirreno

Dopo le revoche ricostituito il cda della coop l’Ormeggio

di Cristiano Lozito
Dopo le revoche ricostituito il cda della coop l’Ormeggio

Cooptati in consiglio Gastone Lisetti e Riccardo Petraroja Obiettivo rinnovare lo Statuto per gestire meglio il porticciolo

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PIOMBINO. Il cda dell’Ormeggio ha cooptato due membri in sostituzione di Fabrizio Ferri e Omero Prosperi, a cui l’ultima assemblea aveva revocato il mandato: così nel cda della coop che gestisce il porticciolo di Salivoli sono entrati Gastone Lisetti, primo dei non eletti nel 2012, e Riccardo Petraroja, che invece alle ultime elezioni era candidato nel collegio dei sindaci revisori.

Nelle attese il secondo cooptato avrebbe dovuto essere Maurizio Filippini (secondo nella lista dei non eletti dietro Lisetti), ma alla fine è stata presa questa decisione individuando nella figura di Petraroja, commercialista, un tecnico in grado di dare un contributo importante nella formulazione del rinnovato statuto che dovrà rendere più agevole e trasparente la gestione del porticciolo di Salivoli. La cooptazione dei due soci nel cda verrà sottoposta alla prossima assemblea, prevedibilmente ormai a fine anno.

In questo spazio di tempo dunque il cda lavorerà per rinnovare lo statuto, e sarà possibile valutare se i nuovi ingressi e i rinnovati rapporti di forza all’interno del consiglio, contribuiranno a migliorare il clima all’interno della cooperativa.

La novità del nome del secondo socio cooptato, infatti, non cambia gli equilibri costituiti dalla revoca di Ferri, storico ex presidente della cooperativa, e di Prosperi, decisa a maggioranza dall’ultima assemblea dei soci.

Della vecchia maggioranza costruita intorno a Ferri, infatti, restano solo Renato Giorgi e il presidente Roberto Tommei, dall’altra parte ora ci sono con l’ex presidente Ettore Galli (che in molti vorrebbero di nuovo al timone della coop l’Ormeggio), Franco Miliani, Mario Pelagatti, Gastone Lisetti e Riccardo Petraroja.

Nessuna reazione da parte di Ferri, che comunque aveva auspicato, al momento della revoca del mandato da parte dell’assemblea, la modifica dello Statuto e successivamente – ma comunque nel più breve tempo possibile – il ritorno al voto per costituire un nuovo consiglio di amministrazione, dopo che nel giro di un anno si sono succeduti tre presidenti alla guida del cda.

E il ritorno al voto potrebbe essere deciso già per i primi mesi del 2014.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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