Italia
«Che emozione la nave di nuovo in assetto»
Il sub Giovanni De Francesco impegnato al Giglio sin da due giorni dopo il naufragio
PIOMBINO. Preparazione ne ha tanta da poterla “insegnare”.
Dal secondo giorno dopo il naufragio, il sub piombinese Giovanni De Francesco è al Giglio, sott’acqua, lungo le fiancate della Concordia: «Venimmo chiamati subito – racconta, tra un’immersione e l'altra – da una ditta rilievi, per stabilire come la nave era poggiata al fondate. Ora è davvero importante portare questa nave a Piombino». Giovanni, 54 anni, nato a Brindisi, arrivato in città da La Spezia nel 1991 «dovevo – ricorda – essere impegnato sul metanodotto con l'Elba... qui ho incontrato Maila, che poi è diventata mia moglie». Arrivato per lavoro, rimasto per amore.
«Importante far sapere – spiega – quante opportunità può dare l'attività subacquea: anche se all'inizio è stata dura. Mi è stato possibile aprire una piccola ditta artigianale di lavori subacquei, finalmente, nel 1999. E mi sono fatto strada grazie anche all'aiuto di collaboratori e della solidarietà della gente del porto, cercando, nel contempo, di divulgare questo lavoro fra i più giovani. Adesso in città – prosegue – ci sono un paio di ditte del genere: “Sea soul” di Lorenzo Malossi e “Interventi subacquei” di Alessio Tagliabracci . A tutti ho cercato di trasmettere, con orgoglio, una parte della mia esperienza. A Piombino ci sono le prospettive, se si amplia il porto, per figure subacquee professionali, creando nuovi posti di lavoro».
L’esperienza Giglio?
«Sulla Concordia – riprende Giovanni – sono, appunto, intervenuto subito, sin dai primi rilievi. Poi ho continuato a lavorare a Piombino con la “Sea Soul” fino a quando sono stato richiamato dal capo sommozzatori che dirigeva i lavori sul relitto e sono al Giglio, stabilmente, dall’ottobre 2012».
«Un impegno molto duro però che orgoglio e che onore misto alla soddisfazione, per tutti noi operatori, quando alle 04.15 del 17 scorso la nave si è rimessa in assetto di navigazione. Tanta emozione e qualche lacrima – dice – per noi sommozzatori che mettiamo sempre l’anima in quello che facciamo. Dedico la riuscita di questo impegno prima di tutto alle vittime del naufragio ed ai loro familiari... poi a quelle persone che, nell'anonimato, fanno sempre il loro lavoro con coraggio e professionalità in tutti i settori». (c.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
