Il dolore
«Cave, il Comune rispetti gli impegni»
Il Comitato per Campiglia torna all’attacco: preparare un’alternativa all’occupazione nell’attività estrattiva
CAMPIGLIA. Il Comitato per Campiglia torna ad affrontare il problema della gestione delle cave. Il serrato dibattito nato dalla scelta dei sindaci di Campiglia e di Suvereto di cancellare il Comune di Suvereto, a parere dei suoi attivisti, avrebbe infatti portato come conseguenza il non parlare più dei tanti problemi pressanti del territorio, «nella speranza, forse, di risolverli con i presunti incassi della fusione».
Il Comitato, dunque, non vorrebbe che il dibattito sulle cave, riapertosi nel mese di luglio, venisse abbandonato e riprende l'argomento ponendo alcune domande all'amministrazione. E innanzi vorrebbe sapere cosa è emerso dal sopralluogo fatto a fine luglio nelle cave della Sales e della Cave di Campiglia, dal sindaco Soffritti e dall'assessore regionale Ceccarelli.
«Vorremmo anche sapere – dice il portavoce del Comitato Alberto Primi – se il Comune ha fatto delle proposte precise di modifica alla legge sulle cave e miniere, in corso di revisione, che garantiscano una gestione delle cave più corretta e proficua per la collettività». A questo proposito ricordano di aver fatto da mesi proposte precise e circostanziate perché i piani di coltivazione siano fatti in maniera approfondita senza continue varianti o sanatorie che portano a ritardi nella rinaturalizzazione dei luoghi.
Ricordano anche la proposta di allineare i contributi, oggi una miseria, a prezzi in linea con quelli applicati in Emilia Romagna e di utilizzare il ricavato per creare altre occasioni di lavoro e alla riconversione del lavoro di cava.
«Poiché la difesa del lavoro nasce prima di tutto dal favorire la creazione di altre occasioni potenziando le attività del territorio – afferma Primi – chiediamo al sindaco o all'assessore alle attività produttive di spiegare ai cittadini che azioni ha fatto e sta facendo in tal senso l'amministrazione».
Più in generale il Comitato chiede qual è la posizione dell'attuale amministrazione sul destino delle cave. «Il sindaco – chiedono – vuole rispettare quanto deliberato a Piombino il 4 Febbraio 2008 (esclusione tassativa di aumenti di escavazioni e di prolungamento di concessioni) e quanto previsto nel protocollo d'intesa tra Regione, Provincia e Comuni sull’uso del Conglomix dell'impianto Tap per il porto di Piombino?».
Secondo il portavoce del Comuto infatti «non ci si deve limitare a parole e espressioni di buona volontà alle quali non segue alcuna azione concreta come si è visto per la miniera di Botro ai Marmi».
L’ultima domanda al sindaco Soffritti è per sapere, quindi, «cosa l'amministrazione ha fatto o intende fare per rispettare gli impegni presi circa le scadenze delle concessioni di coltivazione e nello stesso tempo tutelare il lavoro e facilitare la riconversione e il potenziamento della offerta di lavoro in altri settori».
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