Il Tirreno

«Agganciamo la ripresa alla Concordia»

di Cecilia Cecchi
«Agganciamo la ripresa alla Concordia»

Al Gruppo Bertocci oltre 240 ordini per la carpenteria necessaria agli interventi sul relitto all’isola del Giglio

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PIOMBINO. «L’altra faccia di Piombino, agganciamo la nostra ripresa...». Massimiliano Spagnesi, dal consiglio di amministrazione del Gruppo Bertocci, commenta così il movimento di lavoro attorno al relitto della Costa Concordia, di cui fanno parte da subito aziende locali.

L’obiettivo, per Spagnesi, è «guardare oltre la siderurgia, per non legare più Piombino solo all’acciaieria, binomio che per oltre 100 anni ha garantito stabilità e prosperità, un modello socio-industriale che purtroppo oggi versa in grave crisi». Perché qualcosa, a sua detta, è già cambiato.

«La grande balena “spiaggiata” al Giglio è stata ruotata e perfettamente “parcheggiata” – ricorda Spagnesi – Già iniziato il conto alla rovescia per il trasporto nel porto che la ridurrà in “pezzatura pronto forno”. Piombino non può perder questa occasione. In questi mesi la città – dice – ha svolto una funzione strategica per il raggiungimento dell'obiettivo-rotazione. Nel nostro porto hanno transitato migliaia di tonnellate di attrezzature, materiali e carpenterie indispensabili per il raggiungimento del risultato e aziende piombinesi hanno lavorato fianco a fianco con Titan-Micoperi per ottenerlo».

Tra queste, dice Spagnesi «il Gruppo Bertocci ha investito ingenti risorse e capitali nell'intento di contribuire fattivamente, diventando un partner strategico del Consorzio Titan-Micoperi, dimostrando coi fatti la capacità che hanno le nostre aziende di rimettersi in discussione e scommettere sul futuro».

Da Spagnesi dati per evidenziare l'impegno: «Oltre 240 ordini acquisiti, oltre 25mila ore investite sul progetto. Centinaia di tonnellate di carpenterie costruite – prosegue – dagli “Anchor Point”, su cui sono state ancorate le catene di trattenuta utilizzate durante la rotazione, fino ai sistemi di trattenuta e di irrigidimento applicati sul relitto, passando dalla fornitura di rinforzi, ai sistemi di iniezione, tubazioni e sistemi di aspirazione . Oltre 150 trasporti dedicati per il Giglio. Realizzazioni di decine e decine di Sea fastening (strutture di rizzaggio) a bordo delle innumerevoli Barge che si sono avvicendate nel nostro porto, dalle mastodontiche (piattaforme) Micoperi 30 e Pioneer alle più piccole Green Salina e Vincenzo Cosentino, passando da Navalmare1, Navalmare2, Mucurier1, Micurier2, Strong. Allestimento di noleggi dedicati, forklift, torri faro, gru, piattaforme aeree, generatori, motosaldatrici, motopompe...».

«Possiamo affermare – sottolinea Spagnesi – di essere giunti ad un elevato livello di competenza, efficacia e qualità. L'azienda è riuscita ad adeguarsi alle esigenze, cogliendo le necessità primarie del progetto: oltre a tempestività ed efficienza, aggiungo versatilità. Siamo riusciti, non senza sforzi e qualche difficoltà iniziale, a trasformare le nostre attitudini e vocazioni impiantistiche in competenze specifiche per questo progetto, riscuotendo lusinghieri risultati».

«Oltre ad eseguire innumerevoli e spesso complesse forniture di carpenterie e componenti, abbiamo realizzato le attività di Sea fastening su tutte le Barge transitate dal porto di Piombino, centrando i risultati temporali richiesti dal cliente... spesso proibitivi».

«Con grande soddisfazione – sostiene – Bertocci è diventata un'azienda strategica in questo progetto e gli oltre 240 ordini direttamente acquisiti dal Consorzio Titan-Micoperi lo confermano. A questo punto occorre riflettere sullo situazione che si sta delineando».

«Piombino ha una grande opportunità e come si sa le occasioni passano una volta sola – chiarisce Spagnesi – Il porto deve essere terminato per ricevere la Costa Concordia entro i tempi previsti. Non è possibile “accontentarsi” di fare i lavori di ampliamento del porto, lasciando svanire questa enorme opportunità di lavoro. Si potrebbe supporre, riduttivamente, che il progetto Costa Concordia sia fine a se stesso e rappresenti un'opportunità limitata... Tutt'altro: riuscire a portare questo relitto a Piombino, oltre a significare almeno 3 anni di lavoro per oltre 250 addetti, rappresenta lo start per iniziare una nuova esperienza e per esplorare le opportunità che questa nuova iniziativa industriale potrà portare a Piombino, per lavorare su quella ipotesi di filiera produttiva che, culminando con il conferimento del rottame in acciaieria, rappresenterebbe il primo modello industriale di questo tipo nel Mediterraneo».

«Una potenzialità enorme. Avviare un investimento importante come quello del porto di Piombino, avendo in grembo un “portafoglio ordini” così importante come la Costa Concordia è un'opportunità che non può e non deve essere persa. Siamo certi – conferma Spagnesi – che le istituzioni coinvolte e le compagnie private a cui verrà assegnato il lavoro mostreranno anch'esse qualità, competenza e rispetto dei tempi centrando il risultato: 210 giorni. Ne va del futuro di Piombino».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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