Sicurezza
Un circuito culturale che unisce l’isola
Scambio di libri con il “bookcrossing”, l’iniziativa lanciata dal Comune decolla in bar e locali pubblici
PORTOFERRAIO. Un circuito culturale. Un bookcrossing che unisce l’Elba. Un’idea che è piaciuta quella di Angela, il nome con cui firma i segnalibri, Angela. Ma sappiamo che non è il suo vero nome. E’ una signora distinta, originaria di Como. Amabile, portata ad aiutare gli altri, riservata, ma con una grande passione per la lettura e per i libri. E’ stata lei che, circa due anni fa, ha proposto a Paola Bertani, titolare del bar “Magie” (ex bar stadio “della Bionda”), di tenere, in una sala interna, uno scaffale di libri da mettere a disposizione dei suoi clienti. I quali possono consultarli e anche potarseli a casa, se lo desiderano. Non pensate che si tratti di libri di second’ordine. Sono romanzi che vanno per la maggiore i cui titoli si leggono sulle recensioni librarie dei maggiori quotidiani nazionali. Sono tutti di sua proprietà che naturalmente lei ha letto e che intende metterli in circolo, secondo quella filosofia che da anni si pratica sul continente europeo e che passa sotto il nome di “bookcrossing”, cioè lo scambio di libri, la circolazione della cultura. Difatti “Libri in libertà” è l’iniziativa lanciata dall’amministrazione di Portoferraio nella sala della Gran Guardia; ma già altri locali portoferraiesi hanno aderito e attuato tale pratica. Ma non solo. Anche a Marina di Campo, sia bar e sia anche studi medici. Nelle sale d’attesa, quando si attende il turno di essere ricevuto dal dottore, c’è un libro da sfogliare. L’idea è sempre la stessa, lasciare i libri in luoghi frequentati dalle persone, al fine di incuriosire i probabili lettori e indurli ad abbandonarsi alla lettura. Tutto gratis, naturalmente. Solo rispondendo all’esigenza della passione per la lettura (e poi si dice che in Italia si legge poco!) e per l’amore verso i libri. «Angela – dice la titolare del bar – non ama la pubblicità. Neppure a noi ha detto il suo vero nome. E’ capitata all’Elba perché ha seguito sua figlia che si è stabilita sull’Isola. Ogni mese capita nel negozio e cambia i libri, aggiungendone altri». I suoi volumi si riconoscono da altri perché sono foderati ed hanno un’altra particolarità: all’interno c’è un segnalibro dove Angela ha scritto di suo pugno: «Questo libro non è di chi l’ha scritto, ma di chi lo legge. Dopo averlo letto, riportalo dove l’hai preso per dargli l’occasione di un altro incontro. Puoi liberare un tuo libro, portandolo qui, per condividere il piacere della lettura con altri». Naturalmente autografato.
(lu.ci)
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