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Straordinari, Peria duro con i sindacati

Straordinari, Peria duro con i sindacati

Il primo cittadino replica alla Cisl che ha chiesto le sue dimissioni: «È solo un attacco politico»

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PORTOFERRAIO. «Un vero e proprio attacco politico che compromette i rapporto tra il comune e il sindacato» . Il sindaco di Portoferraio Roberto Peria ieri aveva ricevuto l’invito da parte del sindacalista della Cisl Stefano Catalucci a dimettersi, se non avesse risolto in tempi brevi i problemi dei dipendenti comunali legati al pagamento degli straordinari dei premi produzione, dei part time e della climatizzazione dei locali.

Una richiesta non dettata da motivazioni politiche secondo il sindacalista «perché il sindacato non fa politica» ma che secondo il primo cittadino di Portoferraio è tutt’altro. «Quella di Catalucci è una posizione preconcetta – controbatte Peria – il sindacato può assumere iniziative di lotta anche molto dure e questo è perfettamente legittimo, ma non può fare politica e quella di ieri, oltre che un’inaccettabile caduta di stile è un attacco politico» che secondo il sindaco potrebbe compromettere un rapporto che negli anni era stato sempre segnato dalla collaborazione reciproca.

Il primo cittadino si dice dispiaciuto del clima che si è creato e di quello che sta accadendo ma allo stesso tempo questo è anche un sintomo «che all’interno del comune di Portoferraio tra stravolgimenti della realtà e posizioni strumentali qualcuno sta perdendo la testa».

Peria non ci sta a prendersi tutte le colpe per al situazione che si è venuta creare tra i dipendenti. «Visto il modo in cui è stato posto il problema – continua infatti – mi sarei tra l’altro aspettato una, seppur minima, critica a coloro che per tre anni, e mi riferisco ai vertici tecnici dell’amministrazione, hanno impedito che i dipendenti riscuotessero gli straordinari».

Il sindaco informa invece che in prima persona è intervenuto lo scorso giugno con un decreto per ordinare alla dirigenza di liquidare gli straordinari. «Io che sono stato attaccato in maniera vergognosa – ribadisce – sono dovuto intervenire rispetto ad un dovere sancito per legge. Non ci sono limiti alle cadute in basso». E questo lo spinge ad azioni che fino ad ora aveva evitato. «Tutto questo - termina il sindaco – mi stimola a pensare di convocare una discussione pubblica insieme a tutta la città, per discutere su come ci si comporta all’interno del nostro comune».

Antonella Danesi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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