Finanza
Ospedale, niente rinforzi in ortopedia
Destinati a Livorno i due medici attesi a Portoferraio. Il sindaco: «Questo è uno schiaffo gravissimo per i cittadini»
PORTOFERRAIO. I due ortopedici che l’ospedale elbano attendeva per rafforzare il reparto di ortopedia sono stati selezionati. Peccato però che i due professionisti l’Elba non la vedranno neanche col binocolo, dal momento che saranno destinati a Livorno, in barba di quanto stabilito nell’accordo firmato lo scorso novembre dai sindaci e dall’assessore Marroni. Al momento si tratta di un’indiscrezione, sia chiaro, trapelata dagli ambienti politici vicini alla sanità livornese, ma che già è arrivata fino al presidente della conferenza dei sindaci Roberto Peria, pronto a prendere una posizione decisa sull’argomento in attesa di confrontarsi con i colleghi. Così, dopo i giorni caldi della soppressione del tribunale di Portoferraio, sembra riaprirsi anche la ferita mai rimarginata della sanità. Con il malcontento e la sensazione di subire ripetute ingiustizie che crescono giorno dopo giorno tra gli elbani.
Il nodo ortopedia. Dei quattro ortopedici che Asl sta assumendo sul territorio provinciale, due dovevano essere destinati all’Elba. I rinforzi sarebbero serviti per ampliare le attività di day surgery e il numero di interventi chirurgici, in base a quanto stabilito nell’accordo siglato novembre tra i sindaci e l’assessore Marroni. L’organico di ortopedia, una volta a regime, doveva contare su quattro medici. E invece, stando alle indiscrezioni emerse, il rafforzamento non andrà in porto, dal momento che l’Asl destinerà tutti gli ortopedici a Livorno. «Ci attiveremo quanto prima per verificare la notizia che abbiamo appreso – ha detto il presidente della conferenza dei sindaci, Roberto Peria – il mancato arrivo degli ortopedici sarebbe uno schiaffo gravissimo per l’Elba e l’ennesima dimostrazione di scarso rispetto nei confronti dei cittadini. L’accordo di novembre sarebbe disatteso, per questo non resterebbe che mobilitarsi di nuovo come lo scorso novembre. Non siamo un’isola di serie Z, tanto meno una discarica per i tagli».
L’Elba non firma. La vertenza della sanità, insomma, rischia di riaprirsi in modo traumatico, mentre l’isola è alle prese anche con la rabbia per la soppressione della sede distaccata del tribunale. La tensione tra le istituzioni elbane e quelle continentali è alle stelle, come dimostra la posizione del presidente della conferenza dei sindaci sul patto territoriale, già firmato da 75 dei 108 sindaci dei Comuni serviti dai “piccoli ospedali”. «Non ho firmato quel patto territoriale e neanche ho intenzione di farlo, anche se la decisione sarà concordata in conferenza dei sindaci – spiega Peria – in primo luogo perché il patto non rappresenta il modello di sanità appropriato per l’Elba. E poi i Comuni elbani un accordo l’hanno già firmato a novembre, intanto si pensi a rispettare quello».
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