Sicurezza
Rossi: «La fusione è un’opportunità»
Il governatore e l’assessore Bugli assicurano che i contributi per il futuro comune di Suvereto e Campiglia ci saranno
VENTURINA. Di fronte ad una sala della Fiera gremita di cittadini di Suvereto e di Campiglia il presidente della Regione Enrico Rossi e l'assessore regionale Vittorio Bugli sono intervenuti nel dibattito sulla proposta di fusione tra i due comuni.
Introduzione affidata al sindaco di Campiglia Rossana Soffritti, che ha ripetuto le ragioni per votare sì al referendum del 6 e 7 ottobre e ha ripercorso i punti salienti del progetto presentato nelle settimane scorse dalle due amministrazioni: afflusso di risorse che consentirebbero di riprendere a investire sul territorio, a portare a termine opere attese dalle comunità e bloccate dalla mancanza di soldi e dal patto di stabilità, ad alleggerire le imposte locali che gravano su famiglie e imprese e costruire un comune più grande, destinato a pesare di più sulle scelte che si delineano all'orizzonte.
Il sindaco di Suvereto Giampaolo Pioli ha rivolto ai contrari l'invito a discutere delle proposte concrete («invito finora non raccolto», ha detto) e ha ribadito come fosse un dovere di amministrazioni che non se la sentono di tagliare e basta, offrire un'opportunità del genere. Poi l'assesore Bugli ha ribadito le ragioni per cui la Regione appoggia processi di fusione, rammentando come la legge preveda il referendum e come i comuni che discutono di fusione siano ormai oltre 50 in Toscana. «Quei comuni sono destinati, facendolo ora, anticipando i tempi, ad avere una marcia in più rispetto a chi sta fermo», ha concluso.
Infine l'intervento del presidente Rossi: «È una fase di profondi rivolgimenti degli assetti istituzionali – ha sottolineato – in cui i cittadini a gran voce chiedono cambiamenti: via il Senato come fotocopia della Camera, riduzione dei parlamentari, abolizione delle Province, semplificazione del governo dei territori. Come è possibile che non si debbano toccare i comuni? Non sono in discussione le identità: gli abitanti di questo nuovo comune si chiameranno almeno fino alla fine del secolo suveretani e campigliesi, anzi proprio un Comune più forte e con più risorse può garantire le identità. Ciò che si auspica è un accorpamento della parte burocratica, non delle identità. Il progetto dei sindaci – ha detto ancora Rossi – prevede correttamente forme di rappresentanza anche municipali che garantiscano la rappresentanza e le peculiarità. Abbiamo previsto incentivi importanti che daremo senza ombra di dubbio – ha ribadito – e trovo offensivo che si metta in dubbio la serietà della Regione. Oggi quei soldi ci sono e questo nuovo comune li avrà come previsto. Se tra qualche anno le fusioni saranno centocinquanta il nostro bilancio non ce la farebbe. Ma ora ci sono e saranno concessi».
Rossi ha continuato dicendo che «l'accorpamento di comuni verrà prima o poi dalle leggi nazionali, perché così non potremo rimanere, ma sarà un'imposizione dall'alto, come avvenuto in Germania o in Svizzera, e allora gli incentivi non ci saranno. I cambiamenti che sono alle porte – ha insistito– vedranno l'abolizione delle Province e la creazione di aree vaste dove chi conterà saranno i comuni e quindi un comune più grande potrà dire la sua con più forza e con più risultati».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google