Il Tirreno

«L’altoforno non si deve fermare»

di Giorgio Pasquinucci
«L’altoforno non si deve fermare»

Sciopero generale di zona e manifestazione con Bonanni, Camusso e Angeletti il 3 ottobre per salvare la siderurgia

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“L’altoforno non deve fermare”. Sarà questa la parola d’ordine che accompagnerà la manifestazione di carattere nazionale che Fim, Fiom, Uilm stanno organizzando per il 3 ottobre a Piombino, alla presenza dei segretari generali della Cisl Raffaele Bonanni, della Cgil Susanna Camusso e della Uil Luigi Angeletti, per difendere il polo siderurgico. Nell’occasione l’intero comprensorio della Val di Cornia sarà chiamato a uno sciopero generale di tutte le categorie, sanità e trasporti compresi. La decisione è stata presa ieri durante un’affollata e vivace riunione del consiglio di fabbrica della Lucchini, allargata ai rappresentanti sindacali delle altre aziende metalmeccaniche.

Evitare la fermata dell’altoforno, che l’azienda ha previsto per il 20 novembre, è la preoccupazione principale dei sindacati. L’impianto, secondo gli stessi lavoratori del reparto, è logorato dalle continue fermare e dalla riduzione degli assetti di marcia. La “salamandra” (la parte di ghisa che si forma nella parte bassa dell’altoforno), a causa della riduzione delle temperature dovuta alla riduzione delle cariche, ha ridotto gradualmente il suo stato liquido. Una lunga fermata potrebbe compromettere definitivamente l’impianto: per la Lucchini sarebbe la fine. Entro un paio di mesi l’intero stabilimento sarebbe costretto a fermare.

I sindacati, come hanno efficacemente detto durante la recente presentazione del Corex da parte dei dirigenti della Siemens, non vogliono «abbandonare una liana prima di averne afferrata un’altra». Il loro obiettivo resta il mantenimento dell’area a caldo e guardano sempre più alle tecnologie innovative proposte dalla Siemens. «Ma l’altoforno – spiegano i tre segretari di Fim Fausto Fagioli, di Fiom Luciano Gabrielli e di Uilm Vincenzo Renda – va mantenuto in vita almeno fino al 31 dicembre del 2015, per dare tempo all’avvio di nuovi progetti».

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