Il Tirreno

L’addio pieno di ricordi al pino storto

L’addio pieno di ricordi al pino storto

La storica pianta del pratone di Baratti salutata da una pioggia d’immagini sui social network

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PIOMBINO. «E dopo averne viste un’infinità è caduto il caratteristico pino di Baratti». Da poco sono passate le due del pomeriggio di lunedì. Non sono in molti, ancora, a sapere che adesso al pratone di Baratti c’è un albero in meno. Un albero grande, centrale. Un albero che tutti conoscevano. Così, quando la pagina Facebook «Vivi Val di Cornia» lancia la notizia con tanto di fotografia, lo stupore è grande. Quasi quanto la desolazione. Tanti «nooo» tra i commenti, tanti «quante ne ha viste», e pure «ci ha visti tutti piccini», una frase che a guardarla così sembrerebbe anche retorica spicciola, ma che poi non lo è, parlando di una pianta che aveva più di cent’anni e che campeggiava imponente - pur con la sua curvatura - in un luogo dove tutti nella zona, almeno una volta, fin dall’infanzia sono andati a passeggiare e a giocare. E poi ancora «ma che peccato» e, a sottolineare la portata dell’imprevisto, «ci sono passato ieri», come a dire, l’albero se ne stava lì, curvo come al solito, ma apparentemente solido rispetto al terreno, vai a immaginare cosa sarebbe accaduto di lì a poche ore. Qualcuno - meno di una cinquantina di persone - mette anche «mi piace», ma si capisce che è più un omaggio al pino caduto più che un apprezzamento per l’evento in sé. Tant’è che, col passare delle ore, coloro i quali scelgono di condividere la foto e la notizia sulla propria bacheca Facebook o sul profilo Twitter aumentano in maniera esponenziale, per non fermarsi neanche nei due giorni successivi alla comparsa dell’immagine, la chioma poggiata al suolo, il tronco completamente ricurvo, le radici - che non si vedono - ma che evidentemente, dopo decenni di legami, hanno abbandonato l’abbraccio col terreno. Una foto che per molti parla da sola, e che dunque è superfluo accompagnare con parole. Altri invece lo fanno, e non manca chi accenna la polemica. Il pino si poteva salvare? E’ possibile forse rimpiantumarlo? Si può fare qualcosa per tutelare gli altri, per esempio transennare quelli, a pochi metri di distanza, quasi altrettanto ricurvi? «Non è un problema, ma era storico... peccato» scrive l’utente che sceglie postare l’immagine sul gruppo Facebook «Piccoli e grandi problemi @ Piombino», e subito la discussione si accende, salvare i pini o meno, lasciar fare alla natura, ripiantumare o no, con quali costi e perché. E non manca chi - sul proprio wall - auspica a una conservazione della scena così la natura l’ha disegna, dopo la caduta: non sia mai che a qualcuno venga in mente di tagliarlo. Auspicio di breve durata, essenzialmente per ragioni di sicurezza: appena poche ore dopo, previo intervento dei tecnici del Comune, gran parte della pianta sarà in pezzi, pronta per l’ultimo addio. Magari social.

Melisanda Massei Autunnali

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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di Redazione web