Il Tirreno

Energia solare, l’Asiu cerca partner

di Francesca Lenzi
Energia solare, l’Asiu cerca partner

L’azienda illustra agli imprenditori locali il progetto dell’impianto termodinamico che già piace alla società Terrae

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PIOMBINO. Dopo tre anni dall’inizio della collaborazione tra Asiu ed Enea si fa il punto sul progetto di un impianto solare termodinamico. Domani alle 21, all’interno della sala del quartiere Porta a Terra in via Lerario si terrà un incontro per illustrare la situazione del progetto.

Presenti anche l’amministratore unico di Asiu, Fulvio Murzi, e il direttore generale dell’azienda servizi igiene urbana, Enrico Barbarese. L’azienda invita all’incontro in particolare tutte le forze imprenditoriali della zona, secondo l’obiettivo, già espresso nei mesi passati, di un coinvolgimento collettivo all’iniziativa, nell’idea di un’eventuale rete di imprese. Una prima manifestazione di interesse al progetto, per il quale Enea ha presentato il piano di fattibilità per la realizzazione, l’Asiu l’ha raccolta proprio nei giorni scorsi dall’azienda nazionale Terrae spa, società fondata nel 2009 con la filosofia di integrare il reddito dell’agricoltura con quello della produzione energetica.

Il progetto. Facciamo un passo indietro. Cosa prevede il progetto concepito da Asiu in collaborazione con Enea? La costruzione, all’interno di alcune aree del SIN di Piombino, attualmente occupate dallo stabilimento, di un impianto modulare di produzione di energia solare termodinamica, esempio di avanguardia nel settore. Lo studio sviluppato da Enea si basa sulla propria tecnologia innovativa chiamata Filiera Tre,e.bio.s.(Rigenerazione con energie rinnovabili: Biomasse e solare termodinamico), con realizzazione di impianti poligenerativi modulari di piccola e media taglia per applicazioni multifunzione. In pratica si tratta di moduli di impianti solari termodinamici di tipo ibrido, composti da solare e biomasse.

Tecnologia innovativa. Cosa può produrre una simile tecnologia? Vapore per la generazione di energia elettrica, cogenerare energia elettrica e vapore utile per la produzione di combustibili solari da biomasse di vari origini, o per altri usi come dissalazione o teleriscaldamento/teleraffrescamento. Energia quindi costante da fonti rinnovabili, prevalentemente su base solare nelle stagioni calde e su biomassa in quelle fredde. Tale sinergia consentirebbe un’alta capacità produttiva sino a 8.000 ore annue, riducendo allo stesso tempo il consumo di biomasse vegetali e legnose e la quantità di emissioni gassose a livello locale. Nello specifico, una tipologia del genere, troverebbe nella Val di Cornia anche ragioni legate alla filiera corta. Il sistema Parchi rappresenterebbe infatti un ideale approvvigionamento di materiali per la componente biomasse.

Il modulo. Andando nel dettaglio, quali sono le caratteristiche del modulo base che darebbe il via al progetto pilota? 8.000 mwh (megawattora) di produzione elettrica annua, 18.000 tonnellate di fabbisogno annuo biomassa, 5.000 mc (metri cubi) di produzione annua di bioetanolo. Il costo? 30 milioni di euro.

Vantaggi. I pregi sulla carta del progetto sono diversi: dalla dimensione industriale alla sostenibilità ambientale del piano, dal possibile sviluppo economico all’opportunità di bonificare le aree interessate, dall’interessamento dell’indotto locale ad una generale capacità occupazionale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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