Sicurezza
Sindaci in missione al ministero della Giustizia
PORTOFERRAIO. A Roma per cambiare le carte in tavola. E per capire, in modo chiaro, se quella che si sta giocando per riportare all’Elba la sede distaccata del Tribunale è solamente una battaglia di...
PORTOFERRAIO. A Roma per cambiare le carte in tavola. E per capire, in modo chiaro, se quella che si sta giocando per riportare all’Elba la sede distaccata del Tribunale è solamente una battaglia di retrovia, con poche chance di successo. Scatta stamani la missione dei sindaci elbani, attesi a Roma per incontrare una delegazione di parlamentari nella sede della Regione Toscana a Roma.
All’incontro è stata invitato il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri: difficilmente la Cancellieri sarà presente anche se ha messo a disposizione il capo di gabinetto del ministero, che vedrà i sindaci intorno alle 10. Un incontro decisivo, dal momento che solo il ministro ha il potere di scegliere il destino degli uffici di via Guerrazzi, chiusi dallo scorso 13 settembre, concedendo una deroga per l’isola. Ipotesi al momento non sorretta dai fatti, visto che il personale in forza a Portoferraio è già stato ricollocato e la maggior parte dei fascicoli sono già stati trasferiti nelle sezioni civile e penale del tribunale di Livorno.
«Il nostro obiettivo – spiega il presidente della conferenza dei sindaci, Roberto Peria – è quello di spiegare al ministro l’enorme disagio per gli abitanti dell’isola d’Elba. Sono state concesse proroghe di due anni a determinati territori, confidiamo che anche le esigenze dell’isola siano comprese in extremis e siano fatte delle eccezioni, almeno per situazioni limite come l’Elba e Ischia».
La soluzione dell’incontro a Roma, una sorta di tentativo istituzionale estremo dopo i tanti contatti andati a vuoto con il governo, è emersa il giorno stesso della contestazione, durante la riunione dei sindaci tenuta dopo il corteo e la riconsegna delle tessere elettorali da parte degli avvocati. Una soluzione soft, fin troppo secondo gli avvocati, dopo che il sindaco di Portoferraio - pochi giorni prima aveva preannunciato le sue dimissioni - aveva chiesto ai colleghi di fare lo stesso. La posizione di Peria resta quindi congelata, almeno fino all’esito dell’incontro di oggi.
Ma sulla spedizione romana sono poche le speranze riposte dagli avvocati, poco fiduciosi su uno sblocco di tipo istituzionale. Gli stessi avvocati stanno portando avanti la protesta a modo loro, continuando la raccolta di firme che, in pochi giorni, hanno superato le 1500 unità. Questo fine settimana la raccolta andrà avanti, con i legali che si stanno organizzando per estenderla in tutti i comuni dell’isola. Ieri sera, inoltre, si è tenuto un incontro con alcuni responsabili dei comitati pro sanità, con l’obiettivo di unire le forze e condurre una battaglia comune a difesa dei diritti degli elbani. Le due vertenze, del resto, hanno molto in comune: i cittadini in entrambi i casi rivendicano un’attenzione particolare, che tenga conto delle specificità dell’Isola d’Elba. Non a caso un anno fa, proprio quando i sindaci occuparono simbolicamente l’ospedale di Portoferraio per scongiurare un taglio dei servizi, fu realizzato il documento unitario a difesa della sede distaccata del tribunale. (lu.ce.)
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