Attenzione
«Petti era d’accordo su prezzi e quantità»
L’assessore Pedroni accusa l’Italian Food di non rispettare le conclusioni della riunione in Comune
VENTURINA. «Le dichiarazioni dell’Italian Food mi lasciano letteralmente allibito. Non coincidono con le conclusioni che abbiamo raggiunto dell’incontro in Comune». Lo sostiene l’assessore alle attività produttive di Campiglia.
A Paolo Pedroni non sono piaciute le parole di Pasquale Petti, l’ad dell’industria venturinese. Che da lunedì, in mancanza di materia prima da lavorare, chiuderà la campagna lasciando a casa 150 stagionali. Attribuendo agli agricoltori e alle loro organizzazioni le responsabilità per il prezzo ritenuto troppo alto del prodotto da trasformare.
«Nell’incontro - afferma l’assessore - si è stabilito il prezzo di 120 euro a tonnellata e la consegna di circa 50 mila quintali di pomodoro. E’ vero che c’è stata una discussione vivace con scambi di accuse. Tutti però hanno concordato sul fatto che ci sono mediatori provenienti dal sud che comprano direttamente sul campo e trasferiscono il prodotto sia a nord che a sud, facendo concorrenza sleale e drogando il mercato. Alla fine, però, la soluzione su prezzo e quantità era stata raggiunta ed era d’accordo anche Petti. Non è possibile, dopo poche ore, cambiare completamente posizione e ricorrere ai media per comunicare una decisione così pesante. E’ vero anche che il dottor Petti è abituato a fare così. Troppe volte siamo venuti a conoscenza di sue scelte leggendo il giornale».
Pedroni rivendica alla giunta grande attenzione verso la situazione dell’Italian food. A riprova, elenca «riunioni innumerevoli, approdate nell’accordo sottoscritto in Regione, e la disponibilità ad incontrarsi ogni volta che si presentava un problema. Ma l’atteggiamento aziendale comincia ad essere poco sopportabile. E’ pur vero che petti è il padrone. Ma l’arroganza, la drammatizzazione e la spettacolarizzazione non aiutano la ricerca delle soluzioni. Agitare sempre il ricatto occupazionale non fa onore a chi lo utilizza. Credo debba esserci un ripensamento da parte della proprietà. Si dia attuazione all’accordo».
Per il futuro, Pedroni auspica accordi vincolanti tra produttori e trasformatori prima dell’inizio della campagna «con l’obiettivo - chiude - di evitare ogni cambiamento che possa mettere in difficoltà una delle parti. Anche perchè è bene non dimenticare mai che i prezzi più alti vengono pagati dai lavoratori che sono l’anello più debole della catena».
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