Toscana
Non ci sono i fascicoli, udienze elbane cancellate
Gli avvocati dell’isola si fanno tre ore di viaggio fino al tribunale civile di Livorno ma solo al loro arrivo vengono avvertiti dello spostamento delle sessioni
PORTOFERRAIO. Una gita non certo di piacere. Si è ridotto a questo un normale giorno di lavoro per un gruppetto di avvocati elbani, partiti ieri mattina da Portoferraio e diretti a Livorno, nella sede del tribunale - sezione civile - in del Lardarel. Un lungo viaggio - necessario da quando la sede distaccata di Portoferraio è chiusa - per essere presenti ad un’udienza che, in realtà, non c’è stata. «Solo quando sono arrivata in tribunale – racconta l’avvocato Angela Mattafirri – mi è stato spiegato che l’udienza non si sarebbe tenuta. Nessuno aveva provveduto ad avvertirmi prima. Anche le altre udienze elbane sono state cancellate. Con me c’erano anche gli avvocati Sangalli e Lupi: sono tornati indietro senza vedere il giudice». Il motivo del rinvio delle udienze elbane è strettamente legato al recente trasloco del materiale e della documentazione dalle sedi distaccate di Cecina, Piombino e Portoferraio al tribunale di Livorno. «Mi è stato spiegato dalla cancelleria – racconta l’avvocato Mattafirri – che non erano arrivati i fascicoli dalla sede elbana. E quindi non si sarebbe tenuta alcuna udienza». Una situazione di disorganizzazione che abbiamo documentato anche nei giorni scorsi, basti ricordare gli ufficiali giudiziari (sette tra Piombino, Cecina e Portoferraio) sistemati nella chiesina sconsacrata del tribunale in via Falcone e Borsellino (senza telefono e con solo due scrivanie) e il primo viaggio di un avvocato elbano per uno sfratto, concluso con oltre 10 ore di viaggio (tra trasferimento e attese) per un’udienza di soli cinque minuti. Questa volta è andata anche peggio. L’avvocato Angela Mattafirri e i suoi colleghi hanno effettuato un viaggio a vuoto, dal momento che i fascicoli che li riguardavano o sono rimasti a Portoferraio o sono ancora chiusi in qualche scatolone.
Nessuno ha provveduto ad avvertire per tempo gli avvocati della cancellazione delle udienze. Quindi, puntata la sveglia poco dopo le 5, i legali hanno preso il traghetto delle 6,30 da Portoferraio. Un traghetto che ha dovuto sfidare il mare mosso e vento teso di ponente, che ha reso la traversata fin troppo movimentata. Dopo l’attracco a Piombino, via di corsa fino alla sezione civile del tribunale, intorno alle 9,30. E, quindi, dopo tre ore di viaggio. Al termine della corsa la brutta notizia: l’udienza non si fa. Tanto è bastato affinché gli avvocati (per fortuna andati a Livorno senza i rispettivi assistiti), girassero i tacchi e ripartissero per Piombino con l’auto, poi di nuovo sul traghetto (il maltempo ha comportato peraltro la cancellazione di alcune corse) per arrivare nel primo pomeriggio a Portoferraio. Un’odissea che, purtroppo, dalla chiusura delle sede di via Guerrazzi è divenuta ordinaria per i cittadini elbani e per gli avvocati.
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