Il Tirreno

Non ci sono i fascicoli, udienze elbane cancellate

di Luca Centini
Non ci sono i fascicoli, udienze elbane cancellate

Gli avvocati dell’isola si fanno tre ore di viaggio fino al tribunale civile di Livorno ma solo al loro arrivo vengono avvertiti dello spostamento delle sessioni

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PORTOFERRAIO. Una gita non certo di piacere. Si è ridotto a questo un normale giorno di lavoro per un gruppetto di avvocati elbani, partiti ieri mattina da Portoferraio e diretti a Livorno, nella sede del tribunale - sezione civile - in del Lardarel. Un lungo viaggio - necessario da quando la sede distaccata di Portoferraio è chiusa - per essere presenti ad un’udienza che, in realtà, non c’è stata. «Solo quando sono arrivata in tribunale – racconta l’avvocato Angela Mattafirri – mi è stato spiegato che l’udienza non si sarebbe tenuta. Nessuno aveva provveduto ad avvertirmi prima. Anche le altre udienze elbane sono state cancellate. Con me c’erano anche gli avvocati Sangalli e Lupi: sono tornati indietro senza vedere il giudice». Il motivo del rinvio delle udienze elbane è strettamente legato al recente trasloco del materiale e della documentazione dalle sedi distaccate di Cecina, Piombino e Portoferraio al tribunale di Livorno. «Mi è stato spiegato dalla cancelleria – racconta l’avvocato Mattafirri – che non erano arrivati i fascicoli dalla sede elbana. E quindi non si sarebbe tenuta alcuna udienza». Una situazione di disorganizzazione che abbiamo documentato anche nei giorni scorsi, basti ricordare gli ufficiali giudiziari (sette tra Piombino, Cecina e Portoferraio) sistemati nella chiesina sconsacrata del tribunale in via Falcone e Borsellino (senza telefono e con solo due scrivanie) e il primo viaggio di un avvocato elbano per uno sfratto, concluso con oltre 10 ore di viaggio (tra trasferimento e attese) per un’udienza di soli cinque minuti. Questa volta è andata anche peggio. L’avvocato Angela Mattafirri e i suoi colleghi hanno effettuato un viaggio a vuoto, dal momento che i fascicoli che li riguardavano o sono rimasti a Portoferraio o sono ancora chiusi in qualche scatolone.

Nessuno ha provveduto ad avvertire per tempo gli avvocati della cancellazione delle udienze. Quindi, puntata la sveglia poco dopo le 5, i legali hanno preso il traghetto delle 6,30 da Portoferraio. Un traghetto che ha dovuto sfidare il mare mosso e vento teso di ponente, che ha reso la traversata fin troppo movimentata. Dopo l’attracco a Piombino, via di corsa fino alla sezione civile del tribunale, intorno alle 9,30. E, quindi, dopo tre ore di viaggio. Al termine della corsa la brutta notizia: l’udienza non si fa. Tanto è bastato affinché gli avvocati (per fortuna andati a Livorno senza i rispettivi assistiti), girassero i tacchi e ripartissero per Piombino con l’auto, poi di nuovo sul traghetto (il maltempo ha comportato peraltro la cancellazione di alcune corse) per arrivare nel primo pomeriggio a Portoferraio. Un’odissea che, purtroppo, dalla chiusura delle sede di via Guerrazzi è divenuta ordinaria per i cittadini elbani e per gli avvocati.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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