Il Tirreno

Italian Food chiude la campagna, via 150 stagionali

di Nicola Stefanini
Italian Food chiude la campagna, via 150 stagionali

Petti: «Prezzo dei pomodori fuori controllo sotto l’azione degli speculatori, così non possiamo più produrre»

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VENTURINA. Siamo all’epilogo. La campagna del pomodorificio Italian Food si chiuderà sabato prossimo, con quasi un mese di anticipo sul previsto. E circa 150 lavoratori stagionali saranno messi in libertà con un mese in meno di stipendio.

«Gli agricoltori – dice Pasquale Petti, amministratore delegato del gruppo proprietario dello stabilimento di Venturina – ci obbligano ad accettare un prezzo di 120 euro a tonnellata di pomodoro fresco franco campo contro gli 86 del prezzo di partenza, poi saliti a 100, altrimenti non ci consegneranno il prodotto. Con questo prezzo – prosegue Petti – ho dovuto accettare forniture per altri due-tre giorni in modo da completare le produzioni urgenti per la grande distribuzione, altrimenti dovremmo pagare penali per mancata consegna. Poi si chiude: non possiamo lavorare con prezzi più alti del 20% di quanto previsto in fase di programmazione. È una scelta inevitabile e la colpa di questo disastro è tutta dei produttori agricoli e delle loro associazioni».

Ieri mattina, per esaminare la situazione della carenza di pomodori da industria e i continui rialzi del prezzo, c’è stato un incontro in Comune a Campiglia fra Italian Food, amministratori comunali, Asport, Cia, Confagricoltura e Coldiretti. In una nota del Comune si parla di accordo raggiunto per far proseguire la produzione dell’Italian Food, ma l’ad Petti non concorda. «Non è stata trovata alcuna soluzione – dice Petti – sono soltanto stato obbligato ad accettare il prezzo di 120 euro a tonnellata altrimenti non ci avrebbero consegnato i pomodori a partire da subito. Il fatto è che le associazioni toscane dei produttori, come Asport, sono attualmente tenute sotto scacco da commercianti del sud che trattano direttamente con gli agricoltori e speculano sul prezzo dei pomodori. In questa situazione noi chiudiamo, e ha già chiuso anche il gruppo Conserve Italia ad Albinia, una multinazionale del pomodoro».

«Quando si parla della necessità di formalizzare i contratti di fornitura del pomodoro fresco – dice Petti – bisogna evitare di cadere nel solito errore che sia l'industria a non voler pianificare le modalità e i prezzi della fornitura. Sarebbe veramente la soluzione per tutto il comparto agricolo e industriale poter finalmente contare su dei contratti che garantiscano dei quantitativi prestabiliti di pomodoro fresco ad un prezzo congruo, definito in pre-campagna tra le parti, e che debbano essere onorati e garantiti da penali nel caso di mancato rispetto da entrambe le parti».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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