Il Tirreno

Balneari soddisfatti della stagione, ma criticano i canoni

di Cecilia Cecchi
Balneari soddisfatti della stagione, ma criticano i canoni

Ancora turisti nelle strutture, la chiusura a fine mese Più oculatezza nella spesa, alla fine i risultati sono positivi

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PIOMBINO. 8,45, sole, parcheggio Torre Mozza. Di camper n'è rimasti pochi, niente auto. Location più che una cartolina in fondo al parco costiera della Sterpaia, al confine con Follonica.

Ma qualcuno c’è ancora, qui come su tutta la costa, in questo che è stato l’anno di meno abbonamenti stagionali lunghi e con costanti prenotazioni, magari anche solo giornaliere. Ultimo baluardo della Costa Est lo stabilimento Torre mozza beach. L'arenile si è ridotto parecchio considerando che, a circa 10 metri dalla battigia, si trova un’antica strada romana. Valter Bertuletti, 44 anni, di Bergamo ma residente a Riotorto dal ’ 91 alla seconda stagione di attività racconta: «Bella esperienza, turisti soprattutto da Viareggio, Camaiore, Lucca. Piace questa mia unica fila di 88 ombrelloni: nessuno davanti né dietro, poi l'acqua limpida. Ospito, spesso, pure inglesi, tedeschi ed olandesi che alloggiano in agriturismo. Purtroppo è la scuola che decide l'apertura e la chiusura della stagione. Anche da me meno lunghi periodi prenotati, ma ombrelloni sempre occupati...».

Intorno a Torre Mozza diverse zone-camper. Vicino il camping village Pappasole che è stato sempre «all’ 80% delle possibilità – assicura la responsabile dell’ufficio commerciale, Barbara Landi – Possiamo ospitare fino 2368 persone con 145 bungalow e 344 piazzole». Stagione positiva?

«Abbiamo perso – risponde il direttore, Paolo Baldassini – un po’ nella fascia “bassa” di mercato, i giovani con la tenda, riacquistando il livello medio delle famiglie che non scelgono l’albergo, ma puntano sul campeggio e si fermano di più, magari facendo maggior attenzione agli extra. In primo piano la qualità altrimenti si perde tutti. Al momento? Ci sono ancora 1117 ospiti, 600 italiani».

Valido bilancio - nonostante timori iniziali e brutto tempo di giugno - per Marco Vannucci (dal 1997 al Curacao, Carlappiano) «con meno stagionali – dice – per la maggior parte dalla Val di Cornia, ma siamo riusciti a recuperare grazie alle molte prenotazioni per periodi più brevi; i 150 ombrelloni sono stati quasi sempre tutti occupati. In luglio e agosto, l’assalto nei weekend faceva sì che un può tutti fossero costretti a mandar via clienti. Il nostro è un settore che tiene – aggiunge – dove vale la pena impegnarsi nonostante la crisi». Questa storia delle cicche? «Tutte le mattine – spiega Marco – puliamo la spiaggia. Abbiamo messo posacenere agli ombrelloni e conteniamo il problema, però le mareggiate rivelano quanti mozziconi sono nascosti dalla sabbia. Avevano funzionato i posacenere portatili regalati dalla Parchi, iniziativa che ripeterei. C’è chi li usa ancora».

Non come presidente regionale balneari, ma come portavoce della Costa Est Fabrizio Lotti conferma che «la domanda degli ombrelloni è viva, anche perché qui c’è il grosso vantaggio di 6,5 km di spiaggia libera e 1,5 privata. Col bel tempo di luglio e agosto abbiamo lavorato bene grazie al trend positivo legato al cambio d’immagine di Piombino sia per il restyling del centro che per i tanti appuntamenti. Gli imprenditori dovrebbero investire molto – aggiunge – però viviamo una situazione contrattuale con la Parchi che ci salassa. Rispetto al canone che pagano i balneari al demanio, a San Vincenzo come in tutta Italia, la cifra che ci spetta non è , come dice il presidente della Parchi Sbrilli “sopra la media nazionale”, ma dieci volte di più. Certo è nei contratti, ma stiamo lavorando proprio sulla revisione di questi: visto che possiamo far funzionare solo la metà delle attività progettate e la situazione economica di oggi non è certo quella di 10 anni fa» conclude Lotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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