Il Tirreno

Riprendono gli scavi a San Giovanni

Riprendono gli scavi a San Giovanni

Di nuovo al lavoro il gruppo archeologico “Aithale”, alla scoperta della rada di Portoferraio

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PORTOFERRAIO. Partirà la prossima settimana la seconda campagna di scavi archeologici a San Giovanni, nella proprietà di Chiara, Raffaella e Paolo Gasparri, stessa località in cui, lo scorso anno, fu scoperta una capiente cantina di dolia, gli enormi contenitori in terracotta in cui si conservavano prevalentemente vino, olio e altre cibarie nell’epoca romana. La cantina funzionava come punto di appoggio o magazzino per la vicina villa patrizia delle Grotte.

Sarà ancora una volta protagonista dell’impresa il gruppo “Aithale Terra, mare e uomini nell'Arcipelago Toscano”, che avrà come coordinatore e figura referenziale, Franco Cambi, professore presso l’università di Siena. «Questa ricerca – ha detto il docente – sta dimostrando che a Portoferraio, ma anche all’Elba in generale, c’è una grande fame di sapere. Un desiderio manifestato da un numero crescente di associazioni, fra cui Italia Nostra, che sostiene, anche finanziariamente, l’impresa, la condivide». La campagna 2013 a San Giovanni sarà sostenuta dall'Assoshipping Elba Ship di Mario Lanera. Ma anche altri soggetti, oltre che Antonio Arrighi, hanno manifestato interesse per le attività di Aithale. Che cosa chiedere a questo gruppo di ricercatori universitari? «Le nostre competenze di docenti – dice Cambi – convergono verso i temi della storia (Alessandro Corretti), dell’archeologia, della trasformazione dei paesaggi, della geologia (Andrea Dini), della metallurgia antica (Marco Benvenuti), dello studio dei fenomeni di geo-magnetismo (Claudia Principe), della comunicazione museale (Marco Firmati)». Insomma un'opportunità da sfruttare anche dal punto di vista di visite in loco di scolaresche isolane. «Alle scuole proponiamo – continua Cambi - un fuori– programma autunnale, nel quale raccontare non solo le storie emerse dal sottosuolo di San Giovanni ma anche la storia della “Rada” e, più in generale, dell’Elba del passato». Ma occorre collaborazione e sinergia fra docenti, istituzioni pubbliche e il parco nazionale, per arrivare a far qualcosa che alla fine resta per il bene della collettività. Intanto, al termine della campagna di scavi si pensa a realizzare a San Giovanni l'esperimento (il terzo in ordine cronologico) della riduzione del minerale di ferro. Altre iniziative sono in cantiere per il prossimo autunno e inverno come le conferenze organizzate dall'Accademia della Cucina e gli incontri del venerdì nel teatrino di Porto Azzurro. (l.c.)

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