Sicurezza
Lucchini, sindacati preoccupati «Subito un piano per la siderurgia»
Il caos all’Ilva e nel gruppo Riva mette ulteriormente in dubbio le sinergie con Taranto
PIOMBINO. E’ ancora caos all’Ilva di Taranto all’indomani della decisione della famiglia Riva di bloccare la produzione in sette stabilimenti del gruppo, lasciando così a casa 1.400 persone.
Una situazione complicata che ovviamente preoccupa anche i sindacati metalmeccanici piombinesi, che proprio su una sinergia temporanea con Taranto hanno puntato molte delle possibilità di evitare lo stop all’altoforno del prossimo 30 novembre.
«E’ venuta l’ora – dice il segretario della Fiom Luciano Gabrielli – che il governa prenda in mano la situazione della siderurgia nel suo complesso, un piano che con ogni mezzo metta in sicurezza l’Ilva di Taranto e la Lucchini ».
Per Gabrielli lo stabilimento di Piombino «può essere competitivo se si mettono in campo le condizioni per farlo ripartire a pieno regime».
Intanto, in vista della manifestazione nazionale che si terrà in città il 3 ottobre con i segretari nazionali di Cgil, Cisl e Uil, Camusso, Bonanni e Angeletti, tutte le Rsu sono state convocate al consiglio di fabbrica mercoledì prossimo alle nove.
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