Il Tirreno

Il guinzaglio corto e tante nuove regole per chi ha un cane

di Melisanda A. Massei
Il guinzaglio corto e tante nuove regole per chi ha un cane

L’ordinanza pubblicata sulla Gazzetta ufficiale integra il lavoro del Comune La comandante dei vigili Galeazzi: «In crescita le segnalazioni di maltrattamento»

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PIOMBINO. Un cane deve essere affidato a chi è in grado di gestirlo correttamente e chi ne il proprietario è sempre responsabile del suo benessere e del suo controllo, anche sotto il profilo civile e penale. Sono questi alcuni tra i primi articoli dell’ordinanza del ministero della salute - pubblicata qualche giorno fa dalla «Gazzetta Ufficiale» - in cui si fa il punto sulle regole per la gestione e il controllo di questi amici a quattro zampe.

Norme che rinnovano indicazioni e obblighi già individuati negli anni scorsi, ma la cui ripresa (e integrazione) corrisponde a esigenze di attualità, se si pensa che in un territorio tutto sommato non troppo esteso come il nostro ogni anno si registrano circa 50 segnalazioni di maltrattamento nei confronti di cani di proprietà. «È così – conferma Angela Galeazzi, comandante della polizia municipale – Nell’area di Piombino episodi di questo genere, e nei quali è richiesto il nostro intervento, sono in aumento. Il che, del resto, è anche una conseguenza di una crescita di sensibilità nei confronti degli animali in generale. Adoperando un paradosso, fa quasi più effetto un cane lasciato solo di un bambino in condizioni analoghe. Sì, sui cani ci fanno lavorare molto». Premura e coinvolgimento da parte di chi segnala, dunque, e fermezza da parte di chi interviene. Calibrando, come è ovvio, caso dopo caso.

Da una parte situazioni che si risolvono con la notifica di reato, dall’altro - e sono le maggior parte - quelle che si concludono con una sanzione amministrativa. In generale, le prescrizioni sono quelle di creare condizioni migliori per il benessere del cane coinvolto, ma in qualche caso - non del tutto raro - si arriva anche al sequestro. Non molto tempo fa, per esempio, è stata la volta di un cane femmina con cinque cuccioli di appena dieci giorni, i quali, proprio come la madre, venivano utilizzati per chiedere l’elemosina. L’intera famiglia è subito stata sottratta al proprietario, anche se - adesso che è passato qualche tempo e i cuccioli sono cresciuti - ancora non è stato stabilito quale sarà la sua successiva destinazione. Il grosso della casistica, comunque sia, fa riferimento a condizioni di detenzione non appropriate, così come non mancano - e negli tre ultimi anni in città ce ne sono stati addirittura sette - quelle situazioni in cui un’ordinanza del sindaco ha prescritto misure di detenzioni in condizioni di sicurezza per cani (perlopiù pitbull o american staffordshire) ritenuti aggressivi: in sostanza, l’obbligo di stipula di una polizza assicurativa e l’applicazione di guinzaglio e museruola nelle aree urbane e nei luoghi aperti al pubblico.

Proprio a questo genere di circostanze fa riferimento buona parte della recente ordinanza ministeriale, che individua, a seguito di episodi di morsicatura o aggressione, la necessità da parte dei servizi veterinari di attivare un percorso mirato all’accertamento delle condizioni psicofisiche dell’animale, del suo comportamento e della corretta gestione da parte del suo proprietario, più l’eventuale intervento terapeutico nei confronti del cane.

Punto al quale l’ordinanza del ministero aggiunge altre norme: cani registrati (dalle autorità competenti) con queste caratteristiche non possono essere né posseduti, né detenuti da delinquenti abituali o per tendenza, soggetti sottoposti a misure di prevenzione o sicurezza personale, oppure da chi abbia riportato condanna, anche non definitive, per delitti non colposi (contro la persona o il patrimonio, punibili con la reclusione fino a due anni), oppure che abbia già subito condanne per maltrattamento di animali.

Sempre a prevenzione di episodi di aggressione, l’ordinanza impone anche l’uso di un guinzaglio di lunghezza non superiore al metro e mezzo e l’obbligo di portare con sé una museruola da applicarsi in caso di rischio, oltre a ribadire l’obbligo di raccolta delle deiezioni. Caso, quest’ultimo, del quale si è molto discusso in città e per il quale Angela Galeazzi ribadisce l’impegno della polizia municipale per il rispetto di questa come di altre regole. «È da sottolineare tuttavia – specifica – che i proprietari sono molto più educati che in passato e che c’è molta negligenza in meno. Noi cerchiamo, come per ogni cosa, di fare tutto quello che possiamo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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