Il Tirreno

«I sindaci dovrebbero dimettersi in blocco»

«I sindaci dovrebbero dimettersi in blocco»

L’associazione forense critica la strategia scelta dai politici: il tempo della diplomazia è scaduto

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PORTOFERRAIO. «Con l’incontro a Roma i sindaci non otterranno alcun risultato concreto, essendo indispensabile un forte e clamoroso gesto di natura politica ed istituzionale, quale quello della contestuale dimissione di tutti i sindaci dell'isola». Agli avvocati elbani non è piaciuta la soluzione “soft” dei sindaci dell’isola che, al termine del corteo, hanno annunciato l’incontro di mercoledì prossimo, nel quale si spera di avere un contatto diretto con il ministro Cancellieri.

«L'ora della mediazione e delle trattative è finita – hanno spiegato gli avvocati – ma è finita anche l'ora delle chiacchiere. Il tribunale di Portoferraio, da oggi è chiuso. E non ci vengano a dire, ancora, per calmare la nostra indignazione, che domani forse lo riavremo, che siamo moralmente appoggiati, che possiamo contare su qualche altra promessa politica. La verità è una: lo Stato ci ha abbandonato, privandoci o rendendoci enormemente gravoso il servizio giustizia, così come intende privarci dei servizi sanitari e pian piano di tutti i servizi essenziali».

A tale proposito l’associazione forense chiede una mobilitazione di tutta la città. «Di fronte a questo abbandono, i cittadini elbani non possono reagire che in un modo solo: ribellandosi – ribadiscono gli avvocati – La riconsegna delle schede elettorali ai singoli comuni di appartenenza è un gesto forte di protesta politica e sociale, dimostrativo della perdita di fiducia nei confronti del sistema politico ed amministrativo, incapace di farsi garante dei diritti fondamentali stabiliti dalla Costituzione». Quanto all’azione dei sindaci gli avvocati non sembrano convinti. «Quando un sindaco non riesce o non gli è consentito di difendere gli interessi della comunità che rappresenta, non ha altra possibilità che rassegnare le proprie dimissioni – spiegano – l'associazione forense continuerà la raccolta delle firme nel presidio posto in piazza Cavour di Portoferraio durante tutto il fine settimana, sino a domenica. Contestualmente adotterà tutta una serie di iniziative di protesta per le quali informerà tempestivamente la popolazione, che dovrà svolgere un ruolo principale nella protesta. La chiusura del nostro tribunale non è necessariamente definitiva. Il ministro della Giustizia ha il potere, previsto dalla stessa legge, di emettere dei decreti correttivi».

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