Gioco
Trasloco fatto, addio al Tribunale
Ogni anno in via Fucini 500 cause civili, 150 processi penali e 450 pratiche e decreti ingiuntivi
PIOMBINO. E’ l’ultimo giorno di vita del Tribunale di Piombino, anche se il rilievo è puramente formale visto che ormai da tempo la sua attività era semiparalizzata: da quando la scorsa primavera, anticipando di fatto la data di avvio della riforma della geografia giudiziaria, il giudice Marco Nassi fu trasferito alla Procura di Grosseto. Senza essere sostituito come giudice, a Piombino, dal presidente del Tribunale di Livorno Vincenzo Martorano.
Il trasloco ormai è completato, il ministro Anna Maria Cancellieri ha chiarito nelle ultime ore che nessuna retromarcia era possibile, aprendo le porte solo a una verifica dell’operazione anticipata a 6 mesi rispetto ai 12 inizialmente previsti. Gli avvocati si sono battuti fino all’ultimo ma da tempo avevano capito che non c’era nulla da fare. Del resto il ministro ha respinto qualsiasi richiesta di deroghe al provvedimento di riforma della geografia giudiziaria, voluta dall’ex ministro della Giustizia Paola Severino, che comporta la soppressione con accorpamento di 31 Tribunali e Procure e la cancellazione di 220 sezioni distaccate.
Se il ministro Cancellieri difende il provvedimento, parlando di un risparmio complessivo di 80 milioni di euro all’anno, è difficile immaginare un qualche beneficio per i cittadini. Anzi. «La situazione può solo peggiorare per i cittadini – dice l’avvocato Daniele Mormina, presidente dell’Associazione forense piombinese – perché non è che con la riforma il carico delle cause civili e penali diminuirà o aumenterà il numero dei giudici, semplicemente si aggiungeranno i disagi per raggiungere Livorno. Questa è una riforma che non tiene conto della realtà e delle esigenze dei territori. Noi come avvocati ovviamente cercheremo di ammortizzare in tutti i sensi, per quanto possibile, i disagi dei clienti».
Qualche numero fa capire meglio la situazione: la sezione distaccata del Tribunale a Piombino affrontava ogni anno: 500 cause civili, 250 decreti ingiuntivi, 150 processi penali, oltre a circa 200 pratiche di varia natura, per molte delle quali è indispensabile la presenza della persona coinvolta: interdizioni, accettazioni o rinunce di eredità, tutele e curatele, controversie tra coniugi in rapporto col giudice tutelare, autorizzazione al rilascio del passaporto di un minore, perizie giurate. La chiusura del Tribunale di Piombino avrà poi le sue conseguenze sul piccolo indotto che sul “traffico” in via Fucini guadagnava, bar, e ristoranti soprattutto.
Da lunedì quindi l’amministrazione della giustizia (fatta eccezione per le cause minori di fronte al giudice di pace) sarà spostata a Livorno, dove sarà messa alla prova la capacità organizzativa del Tribunale: un rapido calcolo fa dire che i fascicoli di Piombino, Cecina e Portoferraio occuperanno circa 500 metri quadrati. Una montagna di carta che continua a costare tempo e spazio, mentre l’informatizzazione tarda a essere completata. E, in questi traslochi, c’è chi pensa che sarebbe un miracolo se qualche fascicolo non fosse andato perduto.
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