Toscana
Voti alti a presenze e spettacoli, ma si può fare di più
Musicisti, commercianti e operatori valutano la stagione bocciando poco e proponendo soprattutto nuovi spunti
PIOMBINO. Tre domande per salutare l’estate e porre lo sguardo già a quella del 2014, alla ricerca di spunti e idee. Musicisti, commercianti, operatori ai quali abbiamo chiesto cosa promuovono e bocciano della stagione al termine, cosa propongono e quali zone della città sarebbero da valorizzare.
Marco Mezzacapo, musicista. «Promuovo – spiega – lo sforzo del Comune di proporre tanti eventi, la qualità è a volte discutibile, ma già che qualcosa viene fatto è sterile criticare secondo i gusti personali. Sì agli esercizi privati che di tasca loro hanno promosso musica live!». No, invece, al piombinese medio «centrostorichese», cioè colui che «demolisce i tentativi di intrattenere visitatori che si affacciano su Piombino (e io stesso abito nel centro storico)». Sì a tutti quei ristoranti e negozi che hanno capito la mentalità turistica adottando orari più flessibili. Per l’estate 2014 si potrebbe pensare a «sempre più musica, ma magari meno con la solita formula, al di là del jazz. Proverei a spaziare su tematiche diverse, introdurre danza classica, reintrodurre il teatro». Da valorizzare Salivoli e Calamoresca, perché «al di là di qualche sporadica manifestazione organizzata dal Comune per il resto tutto è troppo nelle mani dei privati».
Stefano «Ricki» Martini, conduttore radiofonico. «Boccio tutto quello che viene criticato gratuitamente. Tutto quello che è stato fatto e organizzato ha reso Piombino più conosciuta e affollata». Progetti per il 2014? «Porterei in città manifestazioni musicali dedicate agli anni ’60-’70-’80 con quei cantanti che sono rimasti nel cuore. Costano meno, portano pubblico e abbracciano varie generazioni». Da valorizzare «decisamente piazza Verdi, permettendo ai bar di poter estendere i tavoli fuori, e poi piazza della Costituzione, con ancora più spettacoli. Non valorizzerei solo piazza Bovio, pur trovandola un posto ideale».
Milena Bini, commerciante. «Non mi sento di bocciare iniziative del 2013 o proporne di nuove per il 2014, poiché, essendo da un anno dentro tale realtà, posso asserire che esistono in città associazioni con idee notevoli (e molte) di cui alcune realizzabili, e altre meno, causa crisi e mancanza di fondi». Spesso, spiega Bini, è proprio questo “tirare” sulle finanze che «procura dissapori, a discapito, magari, dell’esito delle iniziative. Piombino, però, è cresciuta molto, e nonostante da questo ad avere un indirizzo turistico ancora ne debba correre, non è la stessa cittadina di qualche anno fa». Ottimo, aggiunge, sarebbe riuscire a convivere tra comitati e associazioni altalenando le date delle feste. Inoltre, più supporto, da parte del Comune, di calendari di pubblicità più onnicomprensivi e di valorizzazione delle zone decentrate dove si svolgono le feste estive. «Senza niente togliere a corso Vittorio, tutto è decisamente troppo concentrato, nonostante già un grande miglioramento per coprire il divario col resto della città».
Daniele Stella, disc jockey. «Positive le iniziative di questa estate, magari punterei più sulla qualità, offrendo vari tipi di spettacoli (non solo deejay e musica live). Molti locali si trovano ad affrontare problemi non solo economici, ma anche tipo burocratico (cioè permessi). Bocciare il limite di orario per alcuni tipi di serate può favorire il prolungarsi della vita notturna di persone che vogliono divertirsi e ritrovarsi». Per la prossima estate, spiega Stella, sarebbe auspicabile «un ente o un’associazione unica che riesca a gestire le maggiori manifestazioni, per evitare sovrapposizioni di date, e una continua collaborazione tra organizzatori e forze pubbliche. Sono mancati degli eventi mirati all’intrattenimento per i più giovani, che purtroppo continuano a spostarsi nelle città limitrofe». Molte serate, conclude, andrebbero decentrate e spostate tra piazza Dante, piazza Costituzione, Porticciolo di Salivoli, etc, sebbene la realizzazione di eventi in queste location comporti maggiore impegno economico e pubblicitario.
Marco Viti, farmacista. «Finalmente si sono visti turisti, anche a Salivoli, peraltro soddisfatti delle prestazioni dei piombinesi, ma non, purtroppo, di quelle del pronto soccorso: di certo non per la qualità, ma per la presenza di due soli operatori». In generale, ovvio sempre poter migliorare, «ma bisogna dare il merito al sindaco Anselmi e all’assessore Pallini di tante iniziative di successo». Per il prossimo anno l’obiettivo è creare i Centri Commerciali Naturali con Salivoli di Sera. «Abbiamo già molte idee, sperando di poter coinvolgere i commercianti. Ci piacerebbe portare il trenino dei bambini fino a Salivoli, cosa finora non possibile perché l’Atm non l’ha permesso». Da valorizzare Calamoresca, dove molti si sono già attivati, così come a Salivoli, oppure anche il tratto meno frequentato di corso Italia. «Piombino non è adatta a gestire tanta gente – conclude – i commercianti si devono organizzare con tornei, iniziative di vario genere».
Giovanna Manneschi, commerciante. «Promuovo la volontà e il coraggio di ogni singolo o società che con le proprie forze ha realizzato nuove attività, proponendo un’ampia scelta di eventi. Niente è da bocciare tra tante possibilità». Per il 2014 due ambiziosi sogni nel cassetto: «Patti Smith, la sacerdotessa del rock, al Gattarossa, e Bob Dylan allo stadio del Salivoli». Da valorizzare, invece, proprio Calamoresca. «Sono di parte, lo so – commenta Manneschi – Andrebbe raccontato al mondo intero e a tutti quelli che fanno boccuccia che esiste un promontorio a Piombino dove il tempo pare si sia fermato. I fortunati che riescono a conoscerlo sanno che oltre quella catena non c’è niente, solo spazio e bellezza, due parole che solo a pronunciarle fanno stare bene. Per questo ci tornano puntualmente ogni volta che possono».
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