Sicurezza
Il sindacato Diccap boccia il regolamento dei vigili
«La bozza contiene numerosi articoli illegittimi e anticostituzionali» Oggi è in programma l’esame in commissione poi il passaggio in consiglio
SAN VINCENZO. Il nuovo regolamento della polizia municipale, finalizzato alla formazione di un ufficio unico fra San Vincenzo e Sassetta in virtù dell’associazione delle funzioni, proprio non convince i sindacalisti del Diccap, la sigla di settore che vanta la stragrande maggioranza di aderenti all’interno del corpo dei vigili di San Vincenzo. Già nelle settimane passate, il Diccap aveva ripetutamente attaccato l’amministrazione comunale per non aver aperto una concertazione prima della riscrittura del regolamento. Adesso che la bozza è in circolazione, e oggi sarà esaminata in commissione consiliare prima di andare in consiglio nei prossimi giorni, dall’ufficio studi del Diccap arriva una sonora stroncatura.
Questa bozza di regolamento, come dice Mario Assirelli presidente del Diccap, è un «nuovissimo porcellum» paragonando i 48 articoli della bozza alla contestatissima legge elettorale nazionale. E nell’elencare errori ed illegittimità contenute, secondo il Diccap, nella bozza di regolamento, Assirelli invita i consigli comunali di San Vincenzo e di Sassetta a non approvarlo evitando così il rischio di una valanga di ricorsi e contenziosi. Secondo l’ufficio studi del sindacato, la convenzione già registrata alla Regione nel 2009 per la gestione associata della polizia municipale di San Vincenzo e Sassetta «prevede l’applicazione del regolamento del Corpo di San Vincenzo» approvato nel 1980, ma i contenuti della convenzione «sono spesso stravolti dalla bozza» attuale. Un’altra violazione il Diccap la rileva sfogliando gli articoli della bozza «che in numerose parti – si legge – prevedono che il consiglio comunale o altri organi dell’ente locale vadano ad esercitare quota-parte del potere dell’organo gestionale. Nella bozza, infine, il Diccap evidenzia anche norme anticostituzionali.
Scendendo poi nel dettaglio, l’esame dei sindacalisti del Diccap sottolinea gli elementi ritenuti di più palese illegittimità contenuti nella bozza dell’articolato. A partire dall’articolo 2 in cui la bozza fornisce una nuova definizione di polizia municipale assegnandole - illegittimamente per il Diccap - mansioni di cooperazione con altri enti e organizzazioni non governative. E poi l’articolo 4 che mette la polizia municipale alle dirette dipendenze delle Conferenza dei sindaci. Illegittimo, per il Diccap, perché «non può l’ente locale delineare una nuova dipendenza funzionale e amministrativa che va oltre le leggi sugli enti locali». Giudicati illegittimi anche vari articoli in cui la figura del “comandante” sparisce e «diventa semplicemente responsabile del servizio»; così come l’articolo 10 che ridisegna la struttura della polizia municipale «in contrasto con l’articolo 7 della legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale».(nst)
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