Il dolore
Scuola, il boom dei piccoli stranieri
Cambia la formazione degli insegnanti per la necessità di metter in campo una nuova didattica interculturale
PIOMBINO. L’ufficialità dell’avvio è un trenino in mezzo al piazzale. Anzi, tre trenini. Tanti quante sono le classi prime delle elementari del primo circolo di piazza Dante, dove la prima campanella - ore 8,15 all’incirca - ha coinciso con un rito d’ingresso del tutto particolare.
Maestre come capitreno, il direttore a salutare tutti uno a uno, componendo uno alla volta i treniclasse. Si parte così, dunque, un po’ giocando, un po’ parlando delle cose serie: prima fra tutte l’impegno della scuola nella gestione di quella che Carlo Maccanti, dirigente primo circolo, definisce «una forte componente immigratoria», caratteristica soprattutto del plesso di piazza Dante e, ancor più nello specifico, delle classi a tempo prolungato, dove le percentuali dei piccoli stranieri (seppur molti di seconda generazione, ovvero nati e cresciuti in Italia) sono molto alte.
«La scuola - spiega Maccanti - è infatti impegnata nell’ambito di vari progetti rivolti alla formazione degli insegnanti, i quali, trovandosi di fronte quantitativi sempre più ampi di bambini provenienti da altri paesi, devono tenere conto della necessità di elaborare una didattica rivolta a un ambito interculturale».
Non solo: dato che la scuola, di per sé, offre a qualsiasi genitore la possibilità di collaborare con proposte didattiche, tra le iniziative previste per i prossimi mesi c’è anche la realizzazione di un calendario con storie e filastrocche originarie di altri paesi e realizzato, appunto, con l’apporto di dodici genitori (uno per mese) di diverse etnie: sarà pronto per la fine dell’anno, disponibile alla vendita), col ricavato da impiegare per ulteriori progetti nell’ambito della scuola.
«Che poi - aggiunge Maccanti - è anche un modo, questo, per capire quanto certe tradizioni, in fondo, siano universali: abbiamo appreso, ad esempio, dell’esistenza di una sorta di Cappuccetto Rosso africana».
Altre novità del circolo riguardano l’organizzazione della didattica, con l’avvio di una sperimentazione di 30 ore, ancora su piazza Dante, «in regime di autonomia da parte dell’istituto, senza personale in più fornito da provveditorato o ministero, ma ottenuto esclusivamente con risorse proprie», mentre la partenza di una «settimana corta» (27 ore più una distribuite su cinque giorni) a Riotorto sarà garantita da fondi comunali.
Infine, conclude Maccanti, «è da sottolineare l’inserimento all’interno del progetto nazionale 2.0. Abbiamo vinto una selezione per la sperimentazione su due classi (una seconda e una terza, entrambe del plesso di via XXV Aprile) di un percorso per la didattica multimediale»: ovvero, lezioni simultanee su due aule distinte tramite Lim e con il sistema “assist point”.
Ma il primo circolo non è l’unica scuola ad aver scelto la giornata di ieri per l’inizio delle lezioni: quasi tutti gli altri istituti della città (con l’eccezione del secondo circolo, che inizierà domani) hanno colto la possibilità offerta dalla Regione di usufruire delle rispettive autonomie, anticipando così l’apertura dall’11 al 9 settembre. Così la scuola media Guardi, dove tra le novità c’è l’orario integrativo per quegli studenti con lacune da colmare rispetto allo scorso anno: ragazzi che, in pratica, almeno fino al 14 settembre, rimarranno a scuola un’ora in più (dalle 11,30 alle 12,30) rispetto ai loro compagni.
Partenza anche all’Isis Carducci-Volta-Pacinotti, dove le norme - ormai risalenti a qualche anno fa - sulla distribuzione degli studenti hanno portato alla formazione di una notevole “classe-pollaio” (prima D del liceo, ovvero l’indirizzo linguistico), composta nientemeno che da 33 ragazzi. Infine l’Isis Einaudi-Ceccherelli, dove tutti gli studenti - entrati a orari diversi a seconda delle classi - hanno concluso il loro primo giorno di lezione alle 12,10.
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