Italia
«Governo inflessibile ma non molliamo sul tribunale elbano»
PORTOFERRAIO. Non si torna indietro sulla sorte del tribunale dell’Elba. O almeno questo è quanto sembra emergere dalle parole del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri: il 13 settembre...
PORTOFERRAIO. Non si torna indietro sulla sorte del tribunale dell’Elba. O almeno questo è quanto sembra emergere dalle parole del ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri: il 13 settembre entrerà in vigore la riforma dei tribunali italiani e anche Portoferraio sparirà, stando alla riorganizzazione delle sedi dei tribunali sul territorio nazionale che di fatto farà scomparire 37 tribunali minori, 160 sedi distaccate (fra cui anche Portoferraio) e 674 uffici del giudice di pace.
Ma l’associazione forense elbana non demorde. Continua la lotta indifesa del tribunale dell’Elba. L’incontro che si è svolto in Prefettura insieme con i sindaci elbani, terminato con l’impegno del Prefetto, non sembra aver prodotto il risultato atteso. E Il governo conta di andare dritto per la sua strada. «Abbiamo apprezzato la disponibilità del Prefetto di Livorno – dice Paolo Di Tursi, presidente dell’associazione forense elbano – Si è fatto carico di presentare con una sua specifica relazione al Ministero di Giustizia le problematiche che avrebbero incontrato i cittadini isolani qualora la sedi di Portoferraio venisse chiusa, ma evidentemente gli effetti non sono stati quelli sperati».
Le ragioni addotte niente hanno potuto nei confronti delle motivazioni espresse dal Ministero. Infatti la Cancellieri ha ribadito in un’intervista rilasciata al Corriere la decisione di chiudere le sedi distaccate, compresa l’Elba. Pesa per l’Elba il mancato rispetto dei numeri ritenuti congrui per il mantenimento della sezione distaccata, infatti la consistenza della popolazione indicata in 36.000 rispetto a quella di 360.392 «obbliga la revisione della geografia giudiziaria» sul territorio dell’arcipelago toscano. «Ci sono state – continua ancora Di Tursi – oltre dieci proroghe al provvedimento del ministro Cancellieri, fra cui anche Ischia che certo non è inferiore a noi; perché non ottenerla anche noi che siamo una sede fondata da Napoleone Bonaparte, durante il suoi soggiorno sull’Isola?».
Intanto il presidente dell’associazione forense elbana ha mandato un’e-mail a tutti i sindaci per informarli sulla inflessibilità del Governo, richiamandoli all’impegno e alla mobilitazione. «Le proteste ci saranno di sicuro – conclude l’avvocato – visto e considerate che saranno coinvolti dalle tre alle quattro mila persone l’anno per i dibattimenti processuali».
Luigi Cignoni
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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