Gioco
Stop alle imprese al nero, ora gli edili fanno sul serio
L’associazione piombinese ha segnalato alle autorità due cantieri sospetti «Siamo stanchi della concorrenza sleale di chi non paga tasse e contributi»
PIOMBINO. Due segnalazioni per sospetto lavoro nero. L’Associazione edile Piombino è passata alle vie di fatto. Ha chiesto l’intervento della Finanza in un caso, dell’Asl nell’altro, perchè fosse accertata la regolarità di un paio di cantieri. Uno allestito in un appartamento, l’altro in un cortile.
Va avanti, insomma, la «campagna dissuasoria», come l’avevano definita nel maggio scorso i titolari delle 17 piccole imprese artigiane associate, stanche delle penalizzazioni subite da parte di chi, non rispettando le regole, è in grado di offrire prezzi più vantaggiosi. A maggio lo avevano detto: livello di sopportazione esaurito, determinazione a passare dalle enunciazioni ai fatti, segnalando agli enti di controllo le attività sospette. Quelle in cui si imbattono quotidianamente mentre svolgono la loro, di attività. Che, però, è fatta di personale pagato come da contratto. Ed è conosciuta all’Inps, al fisco e a tutti gli altri soggetti con cui dovrebbe - fare i conti un’azienda.
«Non nutriamo animosità nei confronti di chicchessia. Il punto è che questo mestiere è alla mercè di troppi non addetti ai lavori. E’ una giungla. Non ce la facciamo più», afferma il presidente, Decio Cordini. Che tratteggia un settore bisognoso di una riforma sostanziale, capace di tutelare gli imprenditori in possesso di requisiti adeguati e, quindi, in grado di offrire un servizio professionale idoneo. Tutelando i cittadini stessi che, orientandosi su soluzioni al nero, non sanno cosa rischiano. Anche nei confronti della legge.
Spesso, le realtà fuorilegge non sono di disoccupati. Più facilmente, di pensionati e dopolavoristi. E poi, i comunitari e gli extracomunitari, per di più sfruttati da qualche pseudoimprenditore. Dare colpa alla crisi sarebbe fuorviante. All’Associazione edile Piombino ne sono convinti. Perchè il fenomeno viene da lontano. Come la difficoltà a riscuotere. Su cui, però si registra una novità positiva contenuta nella riforma del condominio entrata in vigore a giugno. Oltre all'obbligo di nominare un amministratore quando ci sono più di 8 condomini, la riforma ne introduce un altro: quello di costituire un fondo speciale di importo pari all'ammontare dei lavori commissionati per manutenzione staordinaria. Al momento dell'apertura del cantiere dovrà essere già accantonata una cifra equivalente al preventivo approvato. «Era la norma che aspettavamo da tempo», commenta Cordini. Perchè con pagamenti saltati soffrono di più le ditte regolari. E torna l’invito ai colleghi ad unirsi all’associazione. La sede è in via Torino, presso la Edildue. Il titolare, Ivano Assenza, è il suo vicepresidente.
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