Il Tirreno

«Niente campanella per mio figlio»

I genitori degli alunni del Nautico infuriati per la mancata apertura del convitto

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. «La prima campanella per i nostri figli non suonerà». La protesta è dei genitori di sette studenti elbani che frequentano l’Istituto Nautico di Livorno. Un sopralluogo effettuato a due giorni dall’inizio della scuola nella sede del convitto livornese D’Alesio, dove i ragazzi risiedono, ha evidenziato che i locali non sono idonei ad accoglierli. Per loro il suono della campanella sarà probabilmente posticipato di una settimana. «Il convitto non è pronto per domenica e così i nostri figli non potranno andare a scuola come tutti gli altri ragazzi – dichiara Gabriele Gentini, portoferraiese e padre di uno studente minorenne – mi è stato riferito dal coordinatore della struttura che i motivi dello slittamento all’apertura sono la ristrutturazione dei locali, la pavimentazione, i sanitari. Ma il punto cruciale è che mancano i fondi».

I genitori dichiarano di non aver ricevuto risposte chiare dalla Provincia, che fino a quest’anno ha erogato il finanziamernto a sostegno degli studenti delle isole ospiti del convitto, e dalla Regione. L’istituto Nautico ha convocato, venerdì scorso, una riunione. Hanno partecipato solo i genitori degli alunni. «Ci hanno riferito che la struttura c’è ma non hanno stanziato i fondi – dichiara Monica Niccolini, madre di un ragazzo al quinto anno – hanno dato informazioni generali ma nessuna certezza. Assente la Provincia». E se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna: così i genitori dei ragazzi sono andati al palazzo della Provincia per incontrare il presidente Kutufà. Perché siamo arrivati a pochi giorni dall’apertura della scuola e ci siamo resi conto che mancano i fondi per il convitto? Questa ed altre le domande che i genitori hanno rivolto al presidente della Provincia. «Dalla prossima settimana il convitto aprirà – prosegue Monica – Questo è quanto ha detto il presidente a tutti i genitori. Inoltre ha aggiunto che anche i sindaci elbani dovrebbero fare la loro parte». Il primo passo, però, è dei genitori, che pagheranno la retta più alta rispetto agli altri anni.

Rosella Fascetti

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web