Proteste
«Niente campanella per mio figlio»
I genitori degli alunni del Nautico infuriati per la mancata apertura del convitto
PORTOFERRAIO. «La prima campanella per i nostri figli non suonerà». La protesta è dei genitori di sette studenti elbani che frequentano l’Istituto Nautico di Livorno. Un sopralluogo effettuato a due giorni dall’inizio della scuola nella sede del convitto livornese D’Alesio, dove i ragazzi risiedono, ha evidenziato che i locali non sono idonei ad accoglierli. Per loro il suono della campanella sarà probabilmente posticipato di una settimana. «Il convitto non è pronto per domenica e così i nostri figli non potranno andare a scuola come tutti gli altri ragazzi – dichiara Gabriele Gentini, portoferraiese e padre di uno studente minorenne – mi è stato riferito dal coordinatore della struttura che i motivi dello slittamento all’apertura sono la ristrutturazione dei locali, la pavimentazione, i sanitari. Ma il punto cruciale è che mancano i fondi».
I genitori dichiarano di non aver ricevuto risposte chiare dalla Provincia, che fino a quest’anno ha erogato il finanziamernto a sostegno degli studenti delle isole ospiti del convitto, e dalla Regione. L’istituto Nautico ha convocato, venerdì scorso, una riunione. Hanno partecipato solo i genitori degli alunni. «Ci hanno riferito che la struttura c’è ma non hanno stanziato i fondi – dichiara Monica Niccolini, madre di un ragazzo al quinto anno – hanno dato informazioni generali ma nessuna certezza. Assente la Provincia». E se la montagna non viene a Maometto, Maometto va alla montagna: così i genitori dei ragazzi sono andati al palazzo della Provincia per incontrare il presidente Kutufà. Perché siamo arrivati a pochi giorni dall’apertura della scuola e ci siamo resi conto che mancano i fondi per il convitto? Questa ed altre le domande che i genitori hanno rivolto al presidente della Provincia. «Dalla prossima settimana il convitto aprirà – prosegue Monica – Questo è quanto ha detto il presidente a tutti i genitori. Inoltre ha aggiunto che anche i sindaci elbani dovrebbero fare la loro parte». Il primo passo, però, è dei genitori, che pagheranno la retta più alta rispetto agli altri anni.
Rosella Fascetti
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