La protesta
«Lotta sui piccoli ospedali, ma l’Elba resti la priorità»
I comitati appoggiano con molte riserve la protesta che sta montando in Toscana «L’isola è un caso a parte», anche se non tutti gli esponenti locali sono d’accordo
PORTOFERRAIO. «Va bene fare rete per tutelare i piccoli ospedali della Toscana, ma sia chiaro fin da subito che il caso dell’Elba ha una sua specificità e pertanto deve essere trattato in modo diverso rispetto alle altre realtà». Si può riassumere in questo modo la posizione assunta dal Cer (comitati elbani riuniti) in relazione alla protesta che si sta sviluppando in Toscana, nei centri dotati di piccoli ospedali che, per la logica dei tagli e l’ipotesi di realizzazione delle case della salute, rischiano di essere ridimensionati.
Ma è proprio sulla posizione da tenere nei confronti della protesta che si sta sviluppando in continente che all’interno dei comitati si è accesa una “vivace” dialettica e scontri anche spigolosi. Ieri, con una nota ufficiale, i comitati hanno delineato la loro posizione. Il documento assomiglia molto a una presa di distanza rispetto ai movimenti di protesta che si stanno organizzando nel resto della Toscana, a cui pure hanno partecipato esponenti degli stessi comitati elbani.
«Non siamo equiparabili a nessun territorio continentale sia per la morfologia della nostra terra che per la condizione di isolamento naturale perenne a cui ci costringe il mare – si legge nel comunicato inoltrato dal Cer – La protesta per la sanità dell’Elba in difesa del nostro ospedale, l'abbiamo iniziata tre anni fa e tutta la Toscana lo sapeva, ma nessuno dei “piccoli ospedali” si è unito a noi esprimendo solidarietà, nemmeno quando i sindaci simbolicamente hanno occupato l’ospedale per circa un mese, lo scorso autunno. Ma ora invece “siamo” in Toscana e tutti si accorgono che in questa regione esistono le isole. Ben venga questa attenzione ma sia però ben chiaro che noi insulari siamo molto più svantaggiati rispetto ai territori continentali».
Il Cer, insomma, rivendica nei confronti della Regione una priorità, dettata dalle caratteristiche del territorio. «Noi siamo staccati e isolati tutte le notti e anche di giorno quando c’è maltempo – spiegano i comitati – Quindi se dobbiamo protestare insieme, e fare “rete” sia detto e riconosciuto universalmente che l'Elba deve essere trattata a parte e non è equiparabile a nessun'altro territorio. L'unico obiettivo comune, ma generale, che per noi si ravvisa nell’unirsi agli altri comuni che protestano è quindi ottenere l’approvazione e l’attuazione del piano sanitario regionale». ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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