Il Tirreno

«La prima campanella suoni a ottobre»

«La prima campanella suoni a ottobre»

Le associazioni favorevoli a spostare l’inizio della scuola per allungare la stagione turistica

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PORTOFERRAIO. Prima campanella a ottobre. L’idea piace alle associazioni di categoria dell’Isola d’Elba, specialmente ora che il tempo regge e settembre si sta dimostrando particolarmente positivo in termini di presenze turistiche. E la proposta, stando alle indiscrezioni raccolte, si sta facendo largo anche nell’ambiente scolastico. «I vantaggi sono sotto gli occhi di tutti. Se la scuola partisse una o due settimane dopo – dice Franco De Simone della Confesercenti – la stagione sarebbe più lunga. Abbiamo un settembre molto bello e da anni, ormai, c'è una tendenza che vede la primavera più ricca di episodi atmosferici negativi, mentre il settembre e l’ottobre sono generalmente buoni. Quei giorni di scuola potrebbero essere recuperati con un calendario scolastico diverso e più flessibile». Perfetta sintonia con Franca Rosso, presidente Confcommercio Isola d’Elba, che propone addirittura il 1° ottobre come data di inizio. «È evidente che questa apertura dell’11 settembre spezza di fatto una bella stagione turistica in corso e interrompe il trend positivo. Perché troncare la stagione? I ragazzi  stessi sono anche meno concentrati sugli studi, vivendo ancora temperature sopra i 30 gradi. Poi, notoriamente, in questo periodo ci sono problemi di organici per l’amministrazione scolastica e iniziando le lezioni più in là, si potrebbe avere più tempo per fare nomine certe e garantire un avvio migliore, proprio posticipando la partenza. Abbiamo avuto anni di crisi nel turismo e questa scelta darebbe un rilancio dell'economia».

Il rinvio della data di inizio della scuola sarebbe accolta con favore anche da Massimo De Ferrari, presidente dell'Associazione albergatori isolana. «Sposiamo pienamente l'idea – dice il responsabile – posticipare l'avvio della scuola risulterebbe una spinta all'allungamento della stagione turistica. Si potrebbe certamente far spostare le nuove lezioni negli istituti di 15 giorni».

Idee precise del comparto economico, ma una dirigente della scuola cosa dice in proposito? «Noi non possiamo che attenerci alle disposizioni ministeriali – commenta Paola Berti, dirigente di due istituti comprensivi, Portoferraio e il marcianese - le Regioni possono fare degli aggiustamenti del calendario scolastico e così i singoli istituti. La scuola per avere una validità annuale deve durare 200 giorni e se l’apertura fosse posticipata certamente le vacanze di Natale e di Pasqua sarebbero ridotte nettamente. Le forze economiche, le categorie, si rivolgano alla Regione e all’Anci su tale argomento». (s.b.)

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