Il Tirreno

LA PAROLA AI LETTORI

SICUREZZA Tartassati dai ladri di biciclette Sembrerebbero lontani i tempi del film di De Sica “Ladri di Biciclette” e invece siamo sempre lì: con un’Italia in mezzo al guado di un’economia che...

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SICUREZZA

Tartassati

dai ladri di biciclette

Sembrerebbero lontani i tempi del film di De Sica “Ladri di Biciclette” e invece siamo sempre lì: con un’Italia in mezzo al guado di un’economia che stenta a decollare e con i ladri di biciclette, in un’inutile quanto neorealistica guerra tra poveri.

Sono scesa per andare a lavoro, in bicicletta, la stessa che uso per portare in giro la mia bambina di due anni, ma la bicicletta con relativo seggiolino non c’erano più: mi hanno lasciato, a imperitura memoria del furto, il cuscino a forma di ranocchio che le serviva per stare più comoda. Questo è l’ultimo di una serie di furti di biciclette che abbiamo subito. Cito solo quello avvenuto solo un mese fa da dentro l’androne del condominio: i furfanti si sono accaparrati la bicicletta (regalata da Babbo Natale ma pagata fior di quattrini da me e mio marito) e pure il monopattino di mio figlio di 9 anni.

Forse c’è in questa nostra città qualcuno che ha bisogno di andare a razziare biciclette per racimolare gli spiccioli per il pane? L’impressione è che sia proprio così e se si denuncia il furto, con aria sconsolata lo registrano sapendo che ben poco potranno fare. E poco conta se quella bici serviva per farei bravi cittadini che non usano la macchina in centro, che insegnano ai figli che, se si può, meglio usare la gambe che la benzina e se adesso qualcuno con uno stipendio da part time dovrà ricomprarsi una bici per continuare a non usare la macchina!

Chissà perché si danno i finanziamenti per comprare costose biciclette elettriche invece di usare quei soldi per fare più controlli e ed evitare che la nostra città diventi un luogo insicuro.

I ladri non sono i soli ad avere difficoltà economiche, sono solo incapaci di essere bravi cittadini. Marianna Coli

e la sua piccola Emma

(Piombino)

PONTE DI FERRO

Mio marito, arrestato,

perse il lavoro

Ho letto su “Il Tirreno” l'articolo “La marcia dei trattori contro l'isolamento”sulla demolizone del Ponte di Ferro, questo mi ha dato l'occasione per rispondere all'articolo “In cella il segretario del Pci che lo voleva ricostruire”. Dopo 62 anni la storia si ripete. Mio marito fu arrestato perchè, durante una riunione a Ponte di Ferro, per organizzare una marcia con trattori a Venturina per chiedere di sistemare il ponte, furono chiamati ad aiutare un bimba piccola che aveva la febbre alta e il dottore ne aveva consigliato il ricovero d'urgenza. L'ambulanza però non potè passare e si impantanò, e loro l'aiutarono. Il giorno seguente, dopo la manifestazione, gli agricoltori decisero di portare delle carriole di ghiaia sull'argine per renderlo un po' più praticabile, ma intervennero i carbinieri che ordinarono di smettere. Mio marito si avvicinò al maresciallo per spiegargli l'accaduto, ma questo, temendo una rivolta, ne ordinò l'arresto e la denuncia di 16 contadini. Questo arresto costò a mio marito il posto di lavoro. Avendo vinto un concorso per ufficiale di posta, si vide arrivare una lettera dove risultava non essere in possesso di “buona condotta morale”.

Lidia Luchini Frediani

(Piombino)

SAN VINCENZO

I bagni della Coop

sono ancora indecenti

Vivo a San Vincenzo e sono socio Coop da anni. Quasi ogni giorno vado a fare la spesa nel negozio di via Biserno e uso spesso i servizi igienici del supermercato. Di recente i responsabili si sono fatti un vanto per aver rinnovato tutta la struttura del negozio. Lo scorso febbraio, prima della ristrutturazione, mi ero rivolto alla capo-negozio per far presente lo stato di degrado in cui versavano appunto i gabinetti. La signora mi disse che fra poco avrebbero rinnovato tutto e quindi anche i servizi igienici. Ci ho creduto. Ma tutto è stato rinnovato fuorché i servizi igienici. I due cessi orribili sono stati lasciati nello stato di abbandono in cui erano da anni. Manca a volte perfino la carta igienica. I tovagliolini per asciugarsi le mani non ci sono mai. Il rubinetto, con lo striminzito e arrugginito lavabo, nel premere il pedale per lavarsi le mani, emette una specie di ruggito che fa tremare tutto. Il distributore di sapone contiene un liquido grasso che fa tutto fuorché insaponare. Sono rimaste sui muri perfino le scritte sconce!

Renato Gorgoni

(San Vincenzo)

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