Il Tirreno

Trasporto, Coop cambia Sindacato Usb in allarme

Trasporto, Coop cambia Sindacato Usb in allarme

Lettera aperta al presidente Marco Lami: «L’azienda ci tiene all’oscuro sul nuovo appalto della distribuzione dei prodotti fra Vignale e i punti vendita»

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VIGNALE. Nuove fibrillazioni sindacali all’Unicoop Tirreno. Alla base dell’allerta lanciato dalla segreteria provinciale dell’Unione sindacale di base c’è il nuovo avvicendamento nell'appalto per il trasporto dei prodotti dal centro di distribuzione Coop di Vignale verso i punti vendita. Avvicendamento sul quale i sindacati lamentano la totale mancanza di comunicazioni da parte della dirigenza di Unicoop Tirreno. «Solo tre anni fa lasciava Dinamica, con uno sciopero dei camionisti – ricorda Fabio Elmini dell’Usb – Adesso lascia Cft e non si sa nulla sui nuovi appaltatori. Le voci si rincorrono e l'unica cosa probabilmente certa è che il 1º ottobre Cft non trasporterà più per Unicoop Tirreno».

Il sindacato ha così deciso di rompere gli indugi e rendere pubbliche le preoccupazioni inviando una lettera aperta al presidente di Unicoop Tirreno, Marco Lami. «Ci rivolgiamo a lei pubblicamente – vi si legge – dopo aver inutilmente provato, a più riprese, a dialogare con l’azienda che lei presiede per avere chiarimenti riguardo l’appalto del servizio di trasporto merci. Come ben saprà la Silo/Cft, titolare dell’appalto, ha manifestato da mesi l’intenzione di sciogliere il vincolo contrattuale. Siamo giunti, di data in data, al 30 settembre: pare che stavolta la data sia definitiva. Pare anche, da voci di corridoio, poiché Cft non ha dato in proposito alcuna comunicazione ufficiale, che si realizzerà un passaggio verso una pluralità di commissionari, con conseguente frazionamento del reparto. Inutile dire che tutto ciò determina un clima di costante incertezza nei lavoratori – prosegue la lettera a Lami – unito a forti timori circa le ripercussioni occupazionali e le possibili ricadute sul piano economico.Crediamo pertanto che sia doveroso chiarire le intenzioni di Unicoop Tirreno, e favorendo l’interlocuzione tra le parti sindacali e gli eventuali nuovi appaltatori. A meno che ciò non sia già avvenuto con l’esclusione della nostra sigla sindacale, Usb, seconda in azienda per numero di iscritti: nel tal caso verrebbe da domandarsi quale sia la ragione di tale comportamento discriminatorio e chi, e in quale veste, abbia trattato in vece dei lavoratori, su quale mandato e con quali esiti. Una interlocuzione con la nostra parte sindacale – si conclude la lettera – sarebbe certo dovuta ed opportuna, anche per raccogliere eventuali proposte».

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