Il Tirreno

«La siderurgia va difesa con l’innovazione»

di Cristiano Lozito
«La siderurgia va difesa con l’innovazione»

Il sindaco di Firenze fa il pieno di consensi alla Festa del Pd. E nel gruppo dirigente s’allarga il fronte dei suoi sostenitori

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PIOMBINO. Il ciclone Renzi si abbatte su Piombino in una giornata che potrebbe essere lo spartiacque per un partito nel quale il gruppo dirigente ha sostenuto in maniera compatta Pierluigi Bersani alle primarie, ma dove tra i big ormai solo il segretario Valerio Fabiani continua a manifestare apertamente scetticismo sulla candidatura di Matteo Renzi alla guida del partito.

I sorrisi e il caloroso saluto finale tra Renzi e Gianni Anselmi, seppur condito da poche battute («in bocca al lupo», «Vieni a trovarmi a Firenze») non rappresentano certo un endorsement del sindaco di Piombino nei confronti del suo collega fiorentino, ma nel partito il fronte renziano si è decisamente allargato e, già nei prossimi giorni, una riunione della direzione sarà convocata proprio sul tema delle candidature.

Del resto se l’inizio dei rapporti col Pd piombinese non era stato facile (il no ai volantini pro-Renzi alla Festa di un anno fa, l’assenza del gruppo dirigente all’iniziativa del sindaco di Firenze al Phalesia, con l’eccezione – allora criticatissima – di Matteo Tortolini) il tempo ha addolcito le posizioni.

Il boom in città dei consensi a Renzi al primo turno delle primarie con Bersani (34%, ma vittoria in comuni importanti come Campiglia e San Vincenzo) era già stato un punto di partenza, il sostegno aperto dei renziani a Gianni Anselmi nella querelle sulla sua candidabilità alle ultime politiche, un altro elemento importante nella marcia di avvicinamento, almeno con la parte schierata col sindaco di Piombino.

Ieri Renzi, che ha fatto il suo ingresso all’Agorà della Festa insieme a Martina Pietrelli, coordinatrice del gruppo Adesso Piombino e renziana della prima ora, ha fatto davvero il pieno di consensi. Nella sua introduzione, il segretario di Federazione Valerio Fabiani aveva espresso l’auspicio che «chi si candida alla guida del partito pensi ai tre milioni di disoccupati in Italia. E Piombino in questo senso è un simbolo, visto quel che accade qui in questi giorni, dove tante vite sono appese al filo della crisi siderurgica. Si parla troppo di regole, non dei problemi. Chi vincerà dovrà saper parlare ai disoccupati e ai precari».

Renzi ha raccolto l’invito parlando nel finale del suo intervento di Piombino e della battaglia che qui è in corso per il salvataggio della Lucchini. Il rottamatore cita “La bella vita di Virzì”, «dove si vede la crisi dell’industria piombinese all’inizio degli anni 90, con un finale in cui la svolta sembra il turismo. Ecco, io sono convinto che non siamo a un bivio tra industria e turismo e servizi. Ora serve il lavoro, e io non credo in un’uscita dalla crisi che sia senza una ripresa dell’occupazione. In questo senso la siderurgia non è un argomento del passato, anche se a Piombino non arriveremo più a diecimila posti di lavoro. Si difende la siderurgia innovando e con progetti a breve come il porto e la Concordia, coerenti con una strategia di lungo periodo. Appunto come state facendo a Piombino. In un luogo che è bello perché qui c’è la qualità umana, c’è quanto hanno fatto col loro duro lavoro uomini e donne di questa terra».

Infine la necessità invocata che l’Italia, «produttore d'acciaio, trovi la dignità per farsi sentire in Europa, dove non si va solo a sentire cosa dobbiamo fare, ma soprattutto a dire cosa pensiamo. Certo, Piombino non deve chiudere, l’Italia deve aprirsi e investire sull’innovazione».

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